Autore:
Luca Cereda

HAPPY BIRTHDAY Al Lingotto è pronta una torta con 30 candeline. La canzoncina, stavolta, verrà intonata per la Panda, che accede agli "enta” nello stesso anno in cui è atteso il suo prossimo restyling, dopo aver diffuso nel mondo 6 milioni di "cloni” (originali, s'intende..). Tante sono le Panda vendute ad oggi dacché la leggenda ebbe inizio, nell'ormai lontanuccio 1980…

C'ERA UNA VOLTA In un'Italia pre-yuppista, appena uscita dalla crisi petrolifera, ma non dal terrorismo, prendeva forma un'auto di rottura, votata alla semplicità costruttiva e alla praticità d'uso come poche altre fino ad allora. La matita era quella di Giorgetto Giugiaro, che presentò al mondo la sua "creatura" durante il Salone di Ginevra dello stesso anno.

SQUADRA E RIGHELLO Tante le innovazioni che portava con sé. Stilistiche, in primis, con un design squadrato che permetteva di sfruttare gli spazi in altezza in un'auto di 3,38 metri per 2,16. Ma in molti sono rimasti più affezionati ad alcune soluzioni che ne caratterizzavano gli interni: i sedili a mo' di sdraio, la panca posteriore removibile (o trasformabile in letto…), la tasca marsupio porta tutto (al posto della plancia) e il posacenere mobile. C'era quello che serviva, insomma, in un abitacolo spartano ma furbo.

PRIMA SERIE La prima serie di Panda durò 5 anni, dal 1980 al 1985. Capostipite in ordine cronologico fu la "30”, che montava il motore bicilindrico 652 cc raffreddato ad aria della 126, da 30 cavalli appunto; in alternativa, c'era la "45”, motorizzata con il 4 cilindri 903 cc raffreddato ad acqua già utilizzato sulla 127. Il prezzo d'accesso, 3.700.000 delle vecchie lire, equivaleva più o meno al prezzo odierno della Panda.

CABRIO E 4X4 Un anno dopo comparve anche la prima variante estetica, la Panda a tetto apribile (a due porzioni). Nel 1982, invece, fu la volta della Panda 45 Super, presentata in anteprima al Salone di Parigi. Aveva il cambio a 5 marce, nuove finiture, e un frontale che abbandonava la griglia metallica a favore di una calandra in plastica nera. Sulla stessa base, l'anno seguente arrivò anche la versione a quattro ruote motrici (Panda 4x4), equipaggiata con un sistema 4WD sviluppato dall'austriaca Steyr-Puch e poi assemblato a Termini Imerese.

IN "ERASMUS” La prima serie ha chiuso il ciclo nel 1985, non prima di togliersi lo sfizio – nel luglio 1984 - di tagliare il prestigioso traguardo del milione di pezzi prodotti. Senza dimenticare che dal 1980 al 1986, Fiat concesse alla Seat la licenza commerciale del "Pandino” sotto altro marchio, ma con lo stesso nome. Una volta cessato l'accordo, gli iberici continuarono a produrla mutandone il nome da Panda in Marbella.

FIRE, DIESEL E VAN Con la Panda Supernova (1986), si aprì un secondo capitolo. Arrivarono i nuovi motori della linea "Fire”: al posto del 652 cc, un 769 cc da 34 cavalli; accantonato il 903 cc, saliva in cima alla gamma un 999 cc da 45 cavalli. Assieme a un nuovo cuore la Panda poteva contare su sospensioni rivisitate, carreggiata posteriore allargata e 5 versioni in tutto (in base a motori e allestimenti). Sempre nello stesso anno debuttò anche il primo motore diesel (un 1300 da 37 cv) e fu introdotta la versione Van, con vano di carico da 750 a 810 dm³.

TANTO A POCO Non una novità vera e propria, ma un inedito allestimento fu invece la linea Young, lanciata dalla Fiat nel 1987. Questa Panda riciclava lo stesso blocco del motore 903 cc della prima serie ma covava sotto il cofano un 769 cc da 34 cv. Dati i costi di produzione inferiori, poteva permettersi proporre un allestimento piuttosto ricco allo stesso prezzo della versione più economica motorizzata "Fire”.

NOTTI MAGICHE Ebbe molta fortuna, e, anche grazie alla Young, nel 1988 Fiat varcò la soglia dei 2 milioni di esemplari di Panda prodotti. Per poi transitare negli Anni 90, inaugurati dai Mondiali di calcio, che ispirarono un allestimento speciale del Pandino: carrozzeria bianca, paraurti, tergicristallo e tergilunotto in tinta con la carrozzeria e copri cerchione con un pallone stilizzato. quasi contemporaneamente, la Casa torinese lanciò anche la prima versione a motore elettrico, la Panda Elettra.

SELECTA Del 1991 è invece la Panda Selecta. Motore 1100 da 50 cavalli, cambio automatico a variazione continua, rimase in produzione fino al 1998. E probabilmente segnò anche l'ultima, importante new-entry nella storia di un modello – divenuto nel frattempo una sorta di brand autonomo – che la Fiat continuò a sfornare sino al 2003, anno in cui – così sembrava – il marchio Panda avrebbe dovuto scomparire. E invece…

IL FU FIAT GINGO Nei piani della Fiat c'era l'intento di sostituire la Panda con una vettura assimilabile per target e posizionamento, ma di progettazione completamente nuova, adattata alle esigenze contemporanee. La frattura col passato – oltre che dal progetto – sarebbe stata sancita dal nome: Gingo. Destinato a scatenare una querelle con la Renault perché troppo simile a "Twingo”, sua diretta concorrente nel segmento. Il battibecco spinse così i vertici torinesi a ritornare sui propri passi, e fu di nuovo "Panda”. Anzi, fu "Nuova Panda”. E il passaggio di testimone nelle concessionarie avvenne nel settembre 2003.

SEGUE DALLA PRIMA E poi? Il resto è storia contemporanea, arcinota a quasi tutti i lettori di Motorbox. Per un ripasso veloce, vi basterà cliccare le icone della cronologia sottostante, dove - attraverso i nostri articoli - potrete ripercorrere l'intero nuovo corso della Panda. Inaugurato con un look da monovolume a 5 porte, più elegante, che ha sconfessato l'antica filosofia del Pandino. Ma il nome è rimasto lo stesso e, perciò, il tachimetro non fa sconti. Sono trenta, bellezza: tanti cari auguri!


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