Autore:
Luca cereda

A VOLTE RITORNANO Il salone di Tokyo è famoso per sembrare una sorta di microcosmo a sé stante: con tutti quei concept robotici, prototipi più vicini alle navicelle spaziali che alle automobili, per non parlare delle cubiste (intese come auto tutte spigoli, tipicamente jap), girando per gli stand sembra di passeggiare in un altro mondo. Tra tante stranezze capita, però, di trovare qualcosa di più velocemente futuribile, basta guardare più in là del proprio naso. Come con questa Daihatsu D-X concept (da leggersi “d-cross”), dietro alla quale potrebbe celarsi l’erede della Copen.

TRASFORMISTA Per ora la Casa giapponese si limita a mostrarne i rendering e a giocare con le forme. Nelle immagini diffuse, infatti, non c’è solo la Daihatsu D-X concept versione roadster, quella appunto che si candida a nuova Copen, ma altre possibili varianti sulla stessa base: una barchetta vestita da gara, una coupé chiusa un po’ suvveggiante e una shooting brake, nella fattispecie. Tutto questo grazie a una carrozzeria a base di resina che consentirebbe diverse, possibili trasformazioni della Daihatsu D-X.

TRUCCO E PARRUCCO Di queste è senz’altro la roadster a destare più interesse, nonché a misurare il gradimento del pubblico qualora si proponesse come erede della Copen. Il fisico da spider-mignon che caratterizzava la giapponesina ora fuori commercio, in questa concept viene camuffato ricorrendo a sporgenti modanature, paraurti e vistosi parafanghi neri, che tentano di farla apparire più cattiva. Ma dietro a tutto ‘sto cerone c’è sempre un corpo da simpatica roadster tascabile.

BICILINDRICA Gli interni, dei quali per ora non ci sono immagini, sono infine annunciati come volutamente essenziali e spartani per adattarsi a qualsiasi condizione di utilizzo. Nell’esemplare esposto al salone la Daihatsu D-X concept verrà equipaggiata con un piccolo motore due cilindri turbo a iniezione diretta del quale, per il momento, non vengono dichiarate le prestazioni.


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