Al salone di Tokyo sfila la Mitsubishi Mirage, erede designata della Colt ma dal futuro in Europa ancora incerto. Malgrado il nome il look non incanta, in compenso i consumi si annunciano da sciopero della sete.
NON E’ UN MIRAGE Al Salone di Tokyo c’è anche la Mitsubishi Mirage, alias la nuova utilitaria globale del marchio di Tokyo, alias (forse) la nuova Colt; il forse è d’obbligo solo perché non è ancora stata ufficializzata la sua futura commercializzazione in Europa, possibile nonostante i suoi principali bersagli siano mercati come India e Cina. La Mirage sarà costruita in Thailandia e punterà forte sui bassi consumi.
PER CINQUE Omologata per cinque passeggeri, lunga 371 cm, larga 167 e alta 149, questa compatta non si può dire che brilli per un design particolarmente personale. Il look sembra piuttosto adatto un po’ a tutte le stagioni, a tutte le latitudini e a tutti i palati. E anche a tutte le tasche visto che il prezzo (non ancora quantificato) si annuncia basso e altrettanto dovrebbe valere per i costi di esercizio. Una global-car a tuttotondo, insomma.
30 KM CON UN LITRO A spingerla c’è un 1.0 tre cilindri dai consumi – sulla carta - molto parchi: Mitsubishi dichiara addirittura i 30 chilometri con un litro. Al raggiungimento di simili risultati concorrono anche il sistema stop&start e il cambio automatico CVT abbinato a questo mille benzina. In Asia la Mirage dovrebbe entrare in commercio in primavera. Qualora arrivasse anche in Europa raccoglierebbe l’eredità della Colt, introdotta nel 2004 e finora rinnovata solo con un restyling nel 2008.
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...






