Rossi insegna: se si vuole battere Marquez bisogna andare oltre i propri limiti
MotoGP Aragon 2017

Rossi insegna: se si vuole battere Marquez bisogna andare oltre i propri limiti


Avatar Redazionale , il 25/09/17

4 anni fa - Per credere ancora nel Titolo Mondiale bisogna rischiare come Marquez

La lezione di Rossi ad Aragon? Per vincere bisogna rischiare, proprio come Marquez

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VINCERE È UN'ARTE Cosa ricorderemo del GP di Aragon di questa Stagione? Fondamentalmente due cose: il superlativo ritorno di Valentino Rossi e la capacità di rischiare di Marc Marquez. Argomenti che vanno di pari passo, perchè entrambi i Campioni in questione, sul MotorLand, sono stati capaci di andare oltre i propri limiti, portando a casa dei risultati fenomenali.

CORRERE È LA MIA VITA Alcuni lo hanno chiamato “extraterrestre” perchè è tornato in sella ad una moto da corsa dopo nemmeno 20 giorni dall'infortunio alla gamba destra, ma in realtà Valentino Rossi ha fatto quello che avrebbe fatto chiunque abbia passione nel portare avanti il proprio lavoro. Per raggiungere risultati di un certo livello bisogna amare la propria professione, al punto da renderla l'impulso che ci fa alzare la mattina dal letto. Dopo l'incidente a Parchiule, per il Dottore la priorità era recuperare al più presto e tornare a correre: nonostante le difficoltà non ha mollato la presa, ha stretto i denti e grazie al suo talento è stato capace non solo di firmare il terzo tempo in qualifica, ma anche di battagliare in gara per i primi quindici giri. Ha sopportato il dolore ed è andato oltre i propri limiti, oltre quella sensazione auto-protettiva che tende a tirare indietro di fronte alle avversità: ci vuole testa, ma per fare questo è fondamentale anche seguire il proprio cuore. E quando tutto è allineato, come lo è stato per Rossi ad Aragon, nessun risultato è impossibile.

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FERMATEMI, SE CI RIUSCITE Lo stesso ragionamento va fatto anche per Marc Marquez: il Campione del Mondo in carica non ha avuto la limitazione di una gamba fratturata venti giorni prima, ma per correre come corre “El Cabroncito” ci vuole, in ogni caso, veramente tanto coraggio. La prima guida del team Repsol Honda detta le regole e punta dritto verso il quarto Titolo iridato MotoGP: nessun ragionamento o calcolo in ottica Campionato, ma puntare dritti al gradino più alto del podio in ogni singola gara. Costi quello che costi. E i rischi, come quello di cadere e centrare un pesantissimo zero? Sono il prezzo da pagare per essere dei vincenti: in caso contrario si resterà sempre degli ottimi piloti, ma senza quegli attributi che servono per raggiungere il risultato finale.

GESTIONE DELLA SITUAZIONE Quest'ultimo concetto ricalca alla perfezione il nostro Andrea Dovizioso, autore di un deludente settimo posto che ora lo vede secondo in Campionato con sedici punti da recuperare dal rivale Marquez. Secondo il forlivese, Aragon non era una pista favorevole per la Ducati, con cui non si è mai trovato a suo agio anche a causa del fatto che ha potuto provare poco durante le libere del venerdì. Il punto è che anche tutti i suoi colleghi erano nelle stesse condizioni, e un certo Jorge Lorenzo, a parità di moto e gomme, ha centrato il gradino più basso del podio rimanendo in testa per due terzi della corsa. Il Dovi starà anche gestendo la situazione, ma così facendo il numero 93, nel frattempo, spicca il volo...

AMICO O NEMICO? Tornando su Jorge Lorenzo, fa piacere finalmente vedere il numero 99 in grado di combattere (quasi) ad armi pari contro i suoi avversari. Il periodo di adattamento del “Porfuera” sulla Desmosedici sembra ormai terminato ed ora è giunto il momento di dimostre di meritarsi la "generosa pagnotta" concessa da Borgo Panigale: ad Aragon la sua prestazione è stata molto convincente e lui stesso ha affermato che la sua prima vittoria in Ducati è molto vicina. Con un Dovizioso in lotta per il Mondiale, però, resta il dubbio se accetterà di mettersi al servizio della squadra per riportare un Titolo che manca dai tempi di Casey Stoner. Forse, anche per Lorenzo, vale lo stesso discorso fatto per Rossi e Marquez: ha sopportato, ha incassato le sconfitte e le delusioni e ora vuole riprendersi ciò che ha perso tornando il più presto possibile al successo. A Motegi finalmente la conquista del gradino più alto del podio?


Pubblicato da Giulio Scrinzi, 25/09/2017
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