Autore:
Federico Maffioli

ATTITUDINE VINCENTE Marc Marquez anche ad Aragon fa bottino pieno, conquistando il massimo di quello che era in palio, adesso conta ben sedici punti di vantaggio su Andrea Dovizioso e si conferma il favorito per il Campionato. Insomma, ancora una volta lo spagnolo dimostra grinta e attributi da vendere, con un’attitudine alla vittoria fenomenale, al netto di tanti rischi presi pur di arrivare davanti ed archiviare il prima possibile la pratica “Titolo Mondiale 2017”. Come dicevamo a Misano è questo l’approccio che ti porta alla leggenda. Guardando i numeri in questa stagione Marquez ha già superato il suo record di cadute, la stagione non è ancora finita, ma lui è li davanti. Ecco, appunto: per lui voto 10 e lode

PREZIOSO ALLEATO Nel quattrodicesimo GP dell’Anno Dani Pedrosa taglia secondo il traguardo a soli otto decimi dal numero 93, dopo una gara a due velocità: male all’inizio ed in forte recupero poi. Peccato, perché guardando i tempi delle fasi finali Pedrosa girava più veloce di tutti. Con 54 punti di svantaggio sul compagno di squadra, è difficile pensarlo ancora in lotta per il Mondiale, più facile vederlo come prezioso alleato. Conquista la quarta posizione dell’assoluta e sorpassa Rossi, per lui voto 8,5

NOVANTANOVE PER CENTO Ad Aragon Jorge Lorenzo passa terzo sotto la bandiera a scacchi, dopo aver chiuso ben quindici giri al comando e dimostrando che ormai gli manchi solo quell’uno per cento in più per salire sul gradino più alto. Un miglioramento che, però, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per Andrea Dovizioso, che dopo Aragon ha sempre più bisogno di alleati per contrastare lo strapotere del Team HRC. Facendo due conti Lorenzo vorrà sicuramente vincere e dimostrare di essersi meritato la generosa pagnotta che gli ha offerto Ducati, aspetto che toglierebbe punti a Marquez, ma potrebbe anche toglierli a Dovizioso. Inoltre, non è nemmeno così scontato che il maiorchino sarebbe contento di vedere il nome di Andrea Dovizioso sulla “targa” di chi dopo Stoner ha riportato la Rossa sul tetto del Mondo. In più, è giusto ricordarlo, Lorenzo con Marquez ha ancora un conto aperto, perché nel 2015 fu proprio il numero 93 a garantirgli il suo quinto Titolo iridato. Potrebbe anche essere che l’altro, adesso, si aspetti di essere ripagato… Staremo a vedere, intanto per Lorenzo ad Aragon voto 9

A DENTI STRETTI Maverick Vinales chiude il fine settimana spagnolo senza salire sul podio e quarto al traguardo. Dopo avergli visto siglare la pole, la Yamaha numero 25 sembrava poter ambire almeno ad un piazzamento, così non è stato, ma dalla sua bisogna riconoscere che con 28 punti di ritardo da Marquez, Vinales almeno resta in lotta per il Mondiale. Quello che ci è piaciuto di lui in questo fine settimana è stato l’approccio: pur di non perdere il treno iridato lo spagnolo si è preso bei rischi, ma non ha mai mollato un millimetro, al netto di una gomma usata in gara mai vista usata prima in tutto il weekend ed i (soliti) problemi di usura della gomma posteriore. Per cercare di fermare la corsa al Titolo di Marquez questo è l’unico approccio possibile! Da il suo 100 per cento, voto 8,5

CUORE OLTRE L’OSTACOLO  Valentino Rossi per l’ennesima volta lascia tutti a bocca aperta e, in questo caso, poco conta il quinto piazzamento finale. Insomma, a livello di approccio per il nove volte iridato vale lo stesso discorso fatto sopra per Vinales, perché Rossi chiude ben quindici giri virtualmente sul podio, non molla un millimetro, mettendoci talento e “cuore oltre l’ostacolo” anche con una gamba rotta e inchiodata. L’unica cosa che non ci è tanto piaciuta è stata quel movimento ad allargare in rettilineo per contrastare il sorpasso di Pedrosa, ma gli concediamo il beneficio del dubbio. Ok, adesso 56 punti di ritardo da un Marquez così in forma suonano un po’ come un addio ai sogni mondiali, ma vederlo in pista questo fine settimana, come sempre, resta roba da non credere ai propri occhi! Per lui voto 9

NEL GRUPPO DAVANTI Aleix Espargaro chiude sesto il GP spagnolo, fuori dalla top five per poco più di un secondo, ma sempre nel gruppo degli inseguitori. L’Aprilia è cresciuta, ma la differenza qui l’ha fatta più Espargarò, che dopo il Qatar torna ad intascare 10 punti iridati. Il suo compagno di squadra Sam Lowes ultimo all’arrivo conferma il concetto. Per Aleix voto 8,5

CONFORT ZONE Andrea Dovizioso chiude settimo il traguardo lasciando sull’asfalto di Aragon ben sedici punti iridati. L’italiano fa una gara a due velocità, aggressivo e determinato all’inizio e più arrendevole nella battute finali. Ok, le gomme dopo quindici giri lo mollano e lui dichiara che aver perso il Venerdì sia stato il vero problema (per il maltempo sono stati per tutti due turni buttati), ma guardando gli altri colleghi, alla Ducati numero quattro questa volta è mancata quell’aggressività a cui non si può rinunciare se si vuole provare a rallentare la corsa di Marquez al Titolo. C’è poco da fare, per battere la Honda numero 93 devi parlare la sua stessa lingua, rischiare senza fare troppi ragionamenti o restare in una “confort zone” che da una parte ti fa finire la gara a sette secondi dal primo e cinque dal tuo compagno di squadra, ma dall’altra ti fa perdere ben sedici lunghezza iridate. Con Marquez non ci sono altre vie. Per Dovizioso, comunque, qui ad Aragon voto 6

TUTTI GLI ALTRI Alvaro Bautista è autore di una gran gara, conclusa in ottava posizione, voto 8; Johann Zarco da un po’ di gare non è più quello di prima, ok da quando si è tornati ad Aragon nel 2010 la Yamaha qui non è mai salita sul podio, ma in generale per lui voto 5; Jonas Folger, fine settimana da dimenticare, voto 4;  Pol Espargarò, finalmente dimostra di essere un pilota ufficiale e centra la top ten mettendo le ruote davanti al collaudatore KTM Kallio, voto 7,5; Mika Kallio ancora una vota fa una gran gara, nel gruppo degli inseguitori all’inizio ed undicesimo al traguardo, voto 7; Andrea Iannone ancora una volta anonimo ed anche se Rins gli da ragione sul fatto che il motore della Suzuki quest’anno sia peggiorato rispetto al 2016 per lui il giudizio è negativo, voto 5; Danilo Petrucci, ventesimo al traguardo da la colpa alle gomme, gli concediamo il beneficio del dubbio, ma 37 secondi dal primo restano troppi, voto 4,5; Cal Crutchlow dalla quarta posizione della griglia di partenza all’ennesima caduta il passo è (ancora una volta) breve, sicuramente può dire di averci provato, rischiato ed essere caduto, ma a lui succede un po’ troppo spesso, voto 4; Alex Rins, da lui ci aspettavamo qualcosa di più, voto 4


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