La sfida per auto e moto non è solo quella di prestazioni, efficienza, tecnologie e design. Anzi, proprio sul design può aprirsi una delle battaglie più difficili per un costruttore: stabilire dove finisca l’ispirazione e dove inizi la copia. Piaggio lo sa bene. Nel 2014 aveva chiesto all’EUIPO di annullare la registrazione dello scooter Znen Ves, prodotto dalla cinese Zhejiang Zhongneng Industry Group, perché troppo vicino nelle forme alla Vespa LX. La vicenda arrivò fino al Tribunale dell’Unione Europea, che nel 2019 respinse il ricorso di Piaggio e ritenne che i due modelli suscitassero impressioni generali differenti.
Oggi, però, la strategia che Piaggio sta portando avanti per la tutela della Vespa si arricchisce di un nuovo tassello. L’EUIPO ha riconosciuto come marchio tridimensionale la forma della Vespa Primavera, una decisione che estende a livello europeo la protezione già ottenuta da Piaggio in Italia nel febbraio 2024 e nel Regno Unito nel novembre 2025.
Quando la forma diventa un marchio
Il punto da capire è proprio questo. Un’auto o uno scooter possono essere riconoscibili non soltanto per il logo, per il nome o per un particolare elemento tecnico, ma anche per la loro forma complessiva. In questo caso Piaggio ha ottenuto dall’EUIPO la registrazione della silhouette della Vespa Primavera come marchio tridimensionale per due categorie: veicoli a due ruote e modellini.
L’ufficio europeo ha ritenuto che la forma della Primavera abbia acquisito carattere distintivo attraverso l’uso. Questo vuol dire che il pubblico non percepisce quelle linee soltanto come il design di uno scooter, ma le associa direttamente a una precisa origine commerciale. È un riconoscimento che parte da una storia molto lunga. La Vespa è sul mercato dal 1946 e, come ricorda l’EUIPO nella decisione, la sua notorietà va ben oltre i confini dell’Unione Europea. La forma della Vespa LX aveva già ottenuto un analogo riconoscimento del carattere distintivo da parte del Tribunale UE.
La parte forse più interessante della decisione riguarda però l’evoluzione del design. La Primavera non è la Vespa del 1946 e non è nemmeno la Vespa LX. Nel corso dei decenni la silhouette è cambiata, pur mantenendo alcuni elementi riconoscibili. Secondo l’EUIPO, queste variazioni non fanno venir meno la tutela quando il modello successivo può essere considerato un’evoluzione di quelli precedenti e conserva le caratteristiche distintive del design originario. È proprio questo principio a rendere la decisione particolarmente importante per Piaggio. La protezione non riguarda quindi soltanto una fotografia immutabile della Vespa, ma può accompagnare le successive evoluzioni stilistiche quando ne conservano il nucleo distintivo. L’EUIPO sottolinea infatti che, nonostante i cambiamenti intervenuti nel design nel corso degli anni, le modifiche non hanno alterato le caratteristiche essenziali e il nucleo distintivo della Vespa.
La diatriba con Znen Ves
Nel 2010 Zhejiang Zhongneng Industry Group aveva registrato presso l’EUIPO il design dello scooter Znen Ves. Quattro anni dopo Piaggio aveva chiesto che quel modello venisse dichiarato nullo, sostenendo che non rispettasse i requisiti di novità e carattere individuale rispetto alla Vespa LX. Dopo i passaggi davanti all’EUIPO, la controversia era arrivata al Tribunale UE.
Nel 2019 il Tribunale aveva confermato la decisione dell’EUIPO e respinto le contestazioni di Piaggio. Per il giudice europeo, nonostante le somiglianze, lo Znen Ves e la Vespa LX producevano un’impressione generale diversa sull’utilizzatore informato. Di conseguenza, il modello cinese non poteva essere dichiarato nullo sulla base del design della Vespa LX.
Cosa cambia davvero per Piaggio
La registrazione ottenuta ora riguarda un marchio tridimensionale e offre quindi a Piaggio un ulteriore strumento per proteggere la forma della Vespa Primavera nell’Unione Europea. La tutela si aggiunge a quelle già esistenti e, secondo quanto comunicato dalla stessa azienda, copre anche le evoluzioni stilistiche che rimangono fedeli al nucleo distintivo della Vespa. Questo significa che Piaggio non deve necessariamente difendere soltanto un singolo modello o un singolo disegno. Può far valere anche il riconoscimento della forma come elemento capace di identificare l’origine commerciale del prodotto. È un punto importante soprattutto quando si parla di scooter molto simili alla Vespa. La forma, in questo caso, non viene considerata soltanto una scelta estetica, ma può diventare un vero segno distintivo del marchio.
La registrazione, però, non significa che qualsiasi scooter che ricordi una Vespa sia automaticamente una contraffazione da condannare. Ed è proprio qui che il precedente Znen continua a essere utile per capire la portata reale della novità. Ogni eventuale controversia dovrà essere valutata sulla base del modello contestato, dei suoi elementi distintivi e del rapporto con la forma protetta. La semplice presenza di alcune caratteristiche simili non equivale necessariamente a una violazione. La nuova registrazione rafforza quindi la posizione di Piaggio, ma non trasforma la forma della Vespa in un’esclusiva assoluta su qualsiasi scooter dallo stile rétro o con una carrozzeria ispirata a quella impostazione.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




