Autore:
Alessandro Perelli

PIAGGIO VS CINA L’inizio delle scaramucce fra la Piaggio e la cinese Zhejiang Zhongneng Industry Group risale al 2010, quando la società asiatica ha fatto registrare presso l’Euipo (Ufficio Europeo per la proprietà Intellettuale) il progetto con disegni di un loro scooter chiamato Znen Ves, ma che era molto simile (troppo…) alla Vespa LX, una versione dello scooter di Pontedera costruita nel 2005 per celebrare i sessant’anni dalla nascita della prima Vespa ideata dall' Ing. Corradino d'Ascanio nel 1945. Passano quattro anni e dalle scaramucce si arriva alle carte bollate e nel 2014 parte la prima citazione da parte di Piaggio all’Euipo con una domanda di “dichiarazione di nullità”, dichiarando che il modello cinese non soddisfaceva i “requisiti della novità e del carattere individuale” rispetto alla Vespa LX. In sostanza, lo scooter cinese era troppo simile nel design a quello italiano. Ma nel 2015, e poi nel 2018 dopo un altro ricorso, l’Euipo ha respinto nuovamente l’istanza della Piaggio, che si è rivolta al Tribunale Europeo.

Piaggio contro Cina: un modello Znen Ves

ANCHE LA UE CONTRO PIAGGIO La notizia è che, oggi, anche la Corte di Giustizia Europea ha rigettato il ricorso della Casa di Pontedera, convalidando la congruenza dell’intero progetto cinese e nonostante la Corte di Appello di Torino avesse dato ragione a Piaggio solo pochi mesi fa. Secondo il Tribunale UE, le differenze fra il modello Piaggio Vespa LX e lo scooter di simile disegno costruito dalla cinese Zhejiang Zhongneng Industry Group sono numerose e i diritti di proprietà intellettuale di Piaggio sulla Vespa LX non sono stati violati. In conclusione, considerate le diverse impressioni suscitate dai due scooter, non sussiste alcun rischio di confusione per il pubblico di riferimento. Per questo motivo “il modello comunitario registrato dalla Zhejiang Zhongneng Industry Group può rimanere registrato”.

LO SCOOTER CINESE SI VENDERÀ Infine, il Tribunale UE ha confermato anche quanto deciso dall’Euipo per ciò che riguarda la mancanza di violazione dei diritti d’autore della Piaggio sullo scooter Vespa LX in Italia e Francia. In estrema sintesi, lo scooter asiatico può essere liberamente venduto in tutta la Comunità Europea. Immediata la replica di Piaggio che ha dichiarato: “Ci siamo già visti riconoscere dal Tribunale di Torino e successivamente confermato dalla Corte d’Appello di Torino il diritto di esclusiva costituito dal cosiddetto marchio tridimensionale registrato da Piaggio, che protegge la forma distintiva di Vespa. Un titolo che rappresenta un fondamentale elemento di difesa delle linee uniche e caratterizzanti di Vespa, ed è il più completo strumento di tutela dell’iconica forma di questo prodotto globale. Il Gruppo Piaggio si riserva il diritto di impugnare la sentenza del tribunale dell’Unione Europea secondo i termini di legge”. La battaglia legale Pontedera-Cina potrebbe non vedere la parola fine entro breve tempo.


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