Autore:
Emanuele Colombo

LA GUERRA DEI CLONI “L'imitazione è la più sincera delle adulazioni”, diceva Charles Caleb Colton... Caleb Colton chi? Ma mi faccia il piacere: la Vespa è una e guai a chi ce la tocca! Assomiglia molto a questa parodia il processo che, al termine di una vicenda giudiziaria durata 6 anni, sancisce la vittoria di Piaggio contro le società cinesi Zhejang Zhongneng Industry Group e la Taizhou Zhongneng Import And Export: colpevoli di aver tentato di commercializzare in Italia la Znen Ves, copia dell'iconico scooter disegnato da Corradino d'Ascanio.

PIAGGIO VITTORIOSA GIÀ IN PRIMO GRADO Tutto è cominciato nel 2013, quando al salone del ciclo e motociclo di milano EICMA la Guardia di Finanza sequestrava alcuni scooter di produzione cinese che replicavano le fattezze della Vespa, arrivando a creare marchi e loghi dal carattere ingannevole. Immediata la causa legale, che si risolveva in primo grado con la sentenza del 6 aprile 2017. Con essa la Corte di Torino garantiva a Piaggio il diritto di tutela dell’immagine, della forma e del prodotto Vespa, al quale veniva riconosciuto il valore di “marchio tridimensionale”.

SENTENZA CONFERMATA IN APPELLO Pensate sia bastato? Ebbene, no. In seguito alla prima sentenza, le società cinesi coinvolte nel sequestro citarono in Appello la Piaggio e davanti al Tribunale di Torino chiesero l’annullamento del marchio costituito dal design dello scooter. Oggi, la Corte d’Appello si è espressa contro la Zhejang Zhongneng Industry Group e la Taizhou Zhongneng Import And Export, rigettando le loro richieste e riconoscendo “il valore storico della forma della Vespa, che presenta lo stesso cuore distintivo dal 1945 ad oggi”, per dirla con le parole di Fabrizio Jacobacci, legale della Piaggio. Motivo in più per essere orgogliosi di uno scooter che tutto il mondo ci invidia.


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