Autore:
Giorgio Sala
Pubblicato il 26/03/2020 ore 17:05

TUFFO NEL PASSATO Con l'arrivo della Streetfighter V4, Ducati è tornata all'attacco per diventare padrona del segmento delle maxi naked. Oltre a ''Streetfighter'', ci sono tantissimi altri nomi e modelli che le case motociclistiche potrebbero rispolverare, facendo brillar nuovamente gli occhi agli appassionati con il ritorno di moto che han fatto la storia e ora sono sparite dai listini, ma che grazie ad un'accurato restyling potrebbero tornare a dire la loro anche sul mercato. Alcune erano ''troppo avanti'' per l'epoca, altre sono state pensionate in favore di nuovi progetti; sarà che con questa quarantena risulta facile sognare, ecco dunque dieci modelli che non sono più in commercio ma che tanto vorremmo rivedere. Sogno o realtà? La percentuale di probabilità vi aiuterà a capire se il cuore vi andrà in frantumi o se a farsi in mille pezzi portebbe essere, presto o tardi, il vostro salvadanaio!

APRILIA PEGASO 650

Il nome del leggendario cavallo alato della mitologia greca è entrato anche nella storia di Aprilia che, tra il 2005 e il 2010, proponeva la Pegaso 650. Due le versioni: la Trail, più comoda e dedita al fuoristrada leggero grazie alla ruota anteriore da 19”, e la Strada, con ruote da 17” che garantivano una buona agilità tra le curve, entrambe spinte dal monocilindrico Minarelli da 48 CV e 58 Nm. A rubare l'occhio era la più sportiva versione Factory, con il doppio scarico Akrapoviç e la livrea con il leggendario Leone sul serbatoio. La Casa di Noale in realtà ha già in cascina la Tuareg, una enduro stradale di media cilindrata, ciò non toglie che sarebbe interessante vedere un modello più stradale, con ruote da 17'', per entrare in competizione con la Yamaha Tracer 700. Ovviamente, con il nuovo motore bicilindrico da 660 cc delle nuove RS e Tuono. 

SOGNO 55 REALTÀ 45

BMW HP2

La sigla “High Performance” accompagna le versioni più estreme di BMW: l’ultima in ordine cronologico è stata la HP4 Race, probabilmente definibile come “fibra di carbonio su ruote”. Ma prima del quattro cilindri, c’erano i due cilindri, quelli delle HP2, che tra il 2000 e il 2010 spingevano, le bicilindriche più estreme della Casa dell’elica. Le moto a listino erano tre: la fuoristradistica HP2 Enduro, il motardone HP2 Megamoto e la supersportiva HP2 Sport. Perché le rivorremmo? Se già all'epoca ingolosivano e divertivano i 113 CV del bicilindrico boxer raffreddato ad aria, non osiamo immaginare delle moto analoghe con il nuovo motore raffreddato a liquido e con fasatura variabile capace di 136 CV e 148 Nm!

SOGNO  70 REALTÀ   30

CAGIVA ELEFANT

Ci sono due tipi di appassionati di moto: chi vorrebbe vedere il ritorno di un marchio glorioso come Cagiva, e chi mente. Il marchio di Varese fondato da Claudio Castiglioni ha segnato la storia del motociclismo italiano e internazionale con modelli celebri che, solo a menzionarli, accendono gli animi dei nostalgici: basta citare “Mito” per riportare a galla il 16enne che è in noi. Ma visto l’attuale mercato che privilegia le crossover e le enduro di media cilindrata, con Africa Twin e Ténéré rispolverate in grande stile, sarebbe affascinante rivedere una Elefant destreggiarsi alla pari tra mostri sacri di quel calibro. I rumors in merito al potenziale ritorno si sono fatti sentire qualche mese fa, ma siamo ancora in attesa di notizie ufficiali. 

SOGNO 50    REALTÀ 50

DUCATI SPORTCLASSICS

Nel 2005 Ducati, con la gamma SportClassics, si cimentò nel segmento delle vintage. Tutte condividevano il motore Desmodue con architettura a V di 90° e prestazioni pari a 92 CV ed altrettanti Nm di coppia, incastonato in un telaio a traliccio in tubi d’acciaio. Tre le versioni: le due naked Sport1000 e GT1000 (l’unica differenza era la sella monoposto nel primo caso e biposto nel secondo) e la sportiveggiante Sport1000s. Senza parlare dell’edizione limitata PaulSmart 1000LE: stupenda! Ducati ha abbandonato questo progetto nel 2010, forse troppo presto, dato che la voglia di vintage non subisce cali. Peccato, perchè un bel duello con le heritage di BMW capitanate dalla R nineT e dalle analoghe Triumph, dove la più recente proposta è la Truxton RS, sarebbe stato molto interessante. Inoltre, Ducati ha anche l’imbarazzo della scelta per capire quale bicilindrico montare. Senza considerare che l’ultima volta che Ducati si è ispirata al passato, ha rispolverato il nome Scrambler portando enormi benefici - in termini di profitti e di immagine – a Borgo Panigale.

SOGNO  90  REALTÀ  10

KTM 1190 RC8

KTM 1190 RC8

La RC8, presentata ad Eicma 2007, fu la prima maxi supersportiva di KTM... e anche l’unica. Quel progetto non ha mai visto una generazione “2.0”, questo nonostante l’arrivo della 1290 Super Duke R, che ci ha fatto sperare nel ritorno di una nuova RC8. Non è nemmeno bastato l’ingresso di KTM in MotoGP per convincere gli alti vertici di Mattighofen a creare una maxi supersportiva. Se mai arriverà, sarà difficile vederla con il motore della Super Duke, visto che i 180 CV del bicilindrico da 1.301 cc non sono abbastanza per competere con rivali da oltre 200 CV. La attendiamo con ansia ormai da troppo tempo, infatti c’è qualcuno che proprio ha perso la pazienza e se l’è creata da solo

SOGNO  70    REALTÀ   30

HARLEY-DAVIDSON XR1200

Harley-Davidson XR1200

Quest’anno la Casa di Milwaukee ha festeggiato 50 anni dal suo esordio nel flat track, disciplina nel quale attualmente corre con una versione pesantemente modificata della Street Rod 750. Harley-Davidson, però, aveva proposto nel 2009 un modello ispirato a quel mondo, e appositamente dedicato al mercato Europeo: la XR1200. Per esaltarne ulteriormente l’animo sportivo – nonostante i 96 CV e 100 Nm a fronte di un peso superiore ai 250 kg – Harley pensò a una versione dedicata, equipaggiata con sospensioni Öhlins e scarico completo Termignoni, protagonista anche di un trofeo monomarca. Per molte ragioni questa moto non ha funzionato, ma si parla dell'inizio dello scorso decennio, quando ancora il flat track non andava ancora di moda. Vista la sua posizione di guida e il suo look pulito, Harley-Davidson potrebbe ritornare all’attacco con una nuova XR1200 pronta a sfidare la FTR1200, costruita dall’eterna rivale Indian. Magari con un modello che condivide lo stesso motore della naked Bronx, una delle tanto attese novità della casa Americana con sede a Milwaukee.

SOGNO 100   REALTÀ 0

HUSQVARNA NUDA 900

Husqvarna Nuda 900

Era scomoda, vibrava molto… ma la Nuda 900 aveva anche dei difetti. Questo incrocio tra naked e motard era stato proposto da Husqvarna nel 2012, quando era di proprietà BMW. Infatti il motore era stato preso dalla F 800 R e portato a 898 cc per erogare 105 CV e 98 Nm: nonostante i 196 kg – a secco – la Nuda era un missile nel misto: si apprezzavano la posizione di guida, l’erogazione corposa del bicilindrico e la ciclistica di prim’ordine (nella versione R). Una moto da veri duri vista l’assenza di elettronica: una fun bike vecchia scuola. E che sound! Poco il successo raccolto, come sottolineato dalla produzione iniziata nel 2012 e terminata nel 2013, e penalizzata anche dall'incertezza societaria, con BMW che avrebbe ceduto a KTM da li a poco. KTM ha presentato da poco la 890 Duke R ad Eicma 2019, come sappiamo c'è molto trasferimento di conoscenze da un brand all'altro, ecco perchè speriamo al “bombardone” marchiato Husqvarna venga data un'altra possibilità. Noi, in una Nuda 901, la vorremmo, e voi?

SOGNO 90    REALTÀ   10

HONDA TRANSALP

Honda Transalp

Nata nel 1987 e pensionata nel 2013, la Transalp era la moto perfetta per chi era alla ricerca di una moto comoda, affidabile, pratica e tutto sommato divertente. Insomma, una vera Honda. Adesso, quel segmento di enduro stradali di media cilindrata è stato preso d’assalto, e l’assenza di una proposta da parte della Casa dell’Ala dorata si fa sentire. Honda stessa sa perfettamente che quel vuoto deve essere colmato da una Africa Twin in versione ridotta, e i rumors su un possibile ritorno – equipaggiato con il bicilindrico da 750 cc – si fanno sempre più forti e insistenti. È solo questione di tempo, ma dopo sette anni l’attesa ci sta logorando.

SOGNO  30  REALTÀ 70

MOTO GUZZI GRISO 1200 8V

Moto Guzzi Griso 1200 8V

La Moto Guzzi di serie più potente di sempre è lei, la Griso. Non aspettatevi chissà quali numeri: il bicilindrico da 1.151 cc eroga 106 CV e 107 Nm che si scontrano contro una mole di 231 kg a secco. Introdotta nel mercato nel lontano 2007, la Griso 8V è rimasta nel listino italiano fino al 2012, riscontrando poco successo in termini di vendite. Chi la possiede, però, vi dirà che è la moto migliore del mondo: da guidare coi muscoli, con erogazione aggressiva, insomma molto “old school” e mascolina. Quando la guidi, sta a te decidere se lasciarti catturare dal suo fascino di moto sincera e pura, o se alzare la testa e guardare altrove. A noi piacerebbe che Moto Guzzi rispolverasse questo modello e lo equipaggiasse con un bicilindrico da 1.200 cc - anche se l'unico è il ''milledue'' Aprilia dell’ultima Caponord, dunque molto improbabile - per infilarsi segmento delle naked heritage come BMW R nineT e Triumph Speed Twin. Che sono ottime moto, sia chiaro, ma l’aquila sul serbatoio ha un fascino tutto suo.

SOGNO 100    REALTÀ 0

SUZUKI GSX-R 750

Suzuki GSX-R 750

Se sono maxi o piccole, le supersportive hanno successo in termini di vendite. La via di mezzo, ormai, sembra tagliata fuori: conseguentemente al crollo della domanda delle 600 carenate, anche l’offerta delle case si è adeguata. Questo segmento sembra ormai la “Consonno del motociclismo”: ha tanto fascino, regalava gioie ed emozioni, ma adesso è abbandonato a sé stesso. E quando si parla di “vie di mezzo” e “supersportive”, come non pensare alla mitica Suzuki GSX-R 750, il perfetto equilibrio tra 600 e 1000: non solo sulla carta ma anche per quanto riguarda il peso e le performance. La ''Gixxer settemmezzo” era il giusto compromesso. Quel motore quattro adesso è una soluzione adottata dalla naked GSX-S 750, ma rivedere quel propulsore sotto le vesti di una moderna GSX-R sarebbe una goduria per gli smanettoni.

SOGNO 55    REALTÀ 45


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