Tanti auguri all'Harley-Davidson XR-750, la moto più vittoriosa nel flat track. L'erede XG750R continua la leggenda nelle corse
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TANTI AUGURI! La stagione 2020 del campionato americano di Flat Track (AFT) sigla il 50° anniversario dal debutto della XR750, l’Harley-Davidson destinata alle gare su circuiti sterrati. Per celebrare questo glorioso traguardo, le moto del team ufficiale correranno con i colori storici della Casa di Milwaukee: l’arancione, il bianco e il nero. L’attuale XG750R porta avanti una tradizione ultrasecolare di Harley-Davidson nelle corse, iniziata – la storia si dice – con le gare di hill climb. La moto che adesso corre nel campionato di flat track statunitense è basata sulla XG750, una versione analoga alla nostra Street 750, ma opportunamente modificata nell'estetica e nella ciclistica, mentre il motore bicilindrico da 750 cc rimane pressoché invariato. Ispirato a questo concetto di moto era la XR1200, un modello stradale della Casa di Milwaukee venduta tra il 2007 e il 2012 e protagonista di un trofeo monomarca.
STORIA GLORIOSA Il percorso dell’Harley-Davidson XR-750 nelle gare di flat track iniziò nel 1970 quando il teaam manager Dick O’Brian rimpiazzò la gloriosa KR750. La XR utilizzò un motore con teste dei cilindri riviste, un magnete al posto del generatore e una miglior lubrificazione del propulsore. Nel 1972 arrivò un altro motore, stavolta completamente in alluminio, che rese la XR-750 perfetta: dal 1972 al 2008 vinse 28 campionati americani su 37 disputati, diventando la moto più vincente di tutti i tempi. Inoltre, la XR divenne un’icona nella cultura americana anche grazie a Evel Knievel, che usò quel modello dal 1970 al 1976 per le sue acrobazie.
Nato a Milano nel 1995, Giorgio cresce e vive a due passi dall’Autodromo di Monza, dove l’amore per i motori e il motorsport non potevano che decollare. Dopo gli studi in Scienze Bancarie in Cattolica e un'esperienza come collaboratore assicurativo cambia vita, dedicandosi anima e corpo alle due come alle quattro ruote. E dopo diversi anni tra le riviste di auto e moto più autorevoli in circolazione, a inizio 2020 arriva a MotorBox. Ha un debole per tutto quello che è british: dalla sua Triumph al suo amatissimo Bulldog, fino al suo (discutibile) humour.














