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Harley-Davidson Low Rider S: la nostra prova, in video


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6 anni fa - Video: nuova Harley-Davison Low Rider S come va? le impressioni

Milwaukee lancia l'erede naturale dell'iconica Dyna Sport: si chiama Low Rider S. La video prova della Softail del Wisconsin

EREDE Sella bassa, parafango posteriore rotondo e serbatoio con un profilo “a goccia” sotto cui giace il muscoloso bicilindrico. Una descrizione che riprende a pieno i caratteri della nuova Harley-Davidson Low Rider S, l’ultima arrivata della famiglia Softail ed erede della leggendaria Dyna Sport. La nuova Softail di Milwauekee si presenta con un look total black, una scelta cromatica adottata anche su carter motore, coperchio della frizione, passando per il manubrio, la piastra di sterzo e i supporti del parafango.

AMERICAN MUSCLE La più grande novità di questa Harley-Davidson è il motore. Il Milwaukee-Eight 107 rimane per la versione di serie, mentre la S, come quella che ho provato, viene equipaggiata con il 114 bicilindrico a V da 1.868 cc da 93 CV e 155 Nm già disponibili a 3.000 giri/min. Il motore è collocato sotto al serbatoio da 18,5 litri e il peso è di 295 kg a secco che, con il pieno, sale a 308 kg.

Nuova Harley Davidson Low Rider SNuova Harley Davidson Low Rider S

COME VA? Accellerando apprezzo la linearità e la corposità con cui il V-Twin sprigiona potenza e coppia. Il comando del gas sembra un “dosatore di coppia”, che più apro e più mi fa sprofondare nella comoda sella. Dopo un paio di accelerate mi faccio subito coinvolgere, e capisco che sull’acceleratore dovrebbero mettere un disclaimer simile a quello sulle sigarette, con la scritta “crea dipendenza”. Il borbottio del motore è tipicamente Harley, ma è affievolito da uno scarico che rispetta le norme Euro4. 

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Pubblicato da Giorgio Sala, 19/02/2020
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Giorgio Sala
Giorgio Sala
Nato a Milano nel 1995, Giorgio cresce e vive a due passi dall’Autodromo di Monza, dove l’amore per i motori e il motorsport non potevano che decollare. Dopo gli studi in Scienze Bancarie in Cattolica e un'esperienza come collaboratore assicurativo cambia vita, dedicandosi anima e corpo alle due come alle quattro ruote. E dopo diversi anni tra le riviste di auto e moto più autorevoli in circolazione, a inizio 2020 arriva a MotorBox. Ha un debole per tutto quello che è british: dalla sua Triumph al suo amatissimo Bulldog, fino al suo (discutibile) humour.

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