Autore:
Giorgio Sala

S COME… Tre “esse”, due cilindri, un solo marchio. Harley-Davidson sta vivendo una fase davvero importante nella propria storia, allargando gli orizzonti dal punto di vista tecnico, motoristico e filosofico grazie alle nuove Sportster, alla LiveWire e alla Panamerica in arrivo verso fine anno. Per questo la Casa di Milwuakee ha organizzato un evento in cui far vivere al massimo l’esperienza firmata H-D: loro l’hanno chiamata “Triple S” perché riprende l’iniziale di due famiglie di moto (Softail e Sportster) e un piccolo evento in off-road (Scrambler). Al termine di questa esperienza, mi rendo conto che tre “esse” non rendono giustizia a un brand che vuole scrollarsi di dosso certi preconcetti. Per questo suddivido con “sei S” quanto ho scoperto e provato in questi giorni di full immersion con Harley-Davidson.

Harley-Davidson Heritage 114 Classic sul ponte che attraversa il lago di Iznajar, Spagna

SPAGNA Teatro di questa esperienza è l’Andalusia, incantevole regione a Sud della Spagna che gode di un clima decisamente temperato anche nei mesi più freddi. Tra strade costiere, lunghi curvoni raccordati l’uno con l’altro e percorsi misti che si arrampicano sulle montagne, Harley non poteva davvero trovare una location migliore. La città di Antequerra era il “campo base” dal quale abbiamo girato in lungo e in largo l’area compresa tra Malaga e Cordoba. Vi consiglio di fare un salto nella cittadina di Iznajar, disposta su un promontorio, e nei pressi di un lago davvero suggestivo attraversato da un lungo ponte. Da non perdere invece la A-7075, la strada che collega Antequera a Villanueva de la Concepción e che attraversa il Paraje Narural Torcal.

Harley-Davidson Low Rider S

SPORTIVITÀ Accostare la parola “sportività” a un’Harley-Davidson può sempre generare controversie, liti, talvolta può anche porre fine ad amicizie di lunga data. A questo giro mi sento tranquillo nell’accostare il termine alla casa di Milwaukee, più precisamente alla Low Rider S con cui ho potuto affrontare diversi tratti tortuosi con un buon ritmo. La famiglia Softail, da quando ha abbandonato la base Dyna, è una gamma di moto dalle doti dinamiche da non sottovalutare… alla faccia di chi le deride! Anche le sorelle “Bob” mi hanno convinto: la Fat Bob, con il suo look taurino e il manubrio dritto, incute terrore ma è facile trovare il feeling nelle strade miste e strette; la Street Bob risulta facile nella guida per via del suo manubrio alto.

Harley-Davidson Heritage 114 Classic

SPOSTAMENTO Quando si parla di Harley-Davidson, automaticamente si pensa alle moto dei leggendari MC americani, come gli Hell’s Angels o i Bandidos, che per spostarsi da una parte all’altra del loro territorio salgono in sella alle moto della casa di Milwaukee. Mentre i miei compagni di viaggio mi raccontano storie e aneddoti su un mondo tanto affascinante quanto sconosciuto ai più, ci dirigiamo verso una strada che taglia a metà un’immensa pianura. Siamo a bordo di Harley-Davidson Sport Glide e Heritage 114 Classic, moto confortevoli e idonee a un viaggio fuori porta grazie alla buona protezione aerodinamica e alle borse rigide. Io e i miei compagni di avventura ci facciamo cullare dalla strada, dalle good vibration e dal clima primaverile a inizio febbraio (roba da far perdere la testa a Greta Thunberg): più che in Europa, sembra di stare in California! A un tratto mi si accende una “scintilla”: in ogni motociclista, dal principiante allo smanettone, quando guida una Harley scatta qualcosa. Tutto sta nel modo in cui si affronta questa “scintilla”: c’è chi si lascia ardere dalla passione per il marchio, c’è chi invece la spegne con l’estintore e ritorna a casa per riabbracciare la propria Tuono Factory 1100 o la Street Triple RS.

Una divertente gara di Hill Climb durante l'evento Harley-Davidson Triple S

SALITA La storia racconta che una tra le primissime Harley-Davidson mai costruite fosse destinata alle gare in salita: le Hillclimb sono una disciplina sportiva molto popolare negli Stati Uniti. Harley non ci ha pensato due volte: per farci tornare alle origini ha organizzato un piccolo percorso da Hill Climb. Per l’occasione è stata preparata una versione ad hoc della Street 750 dotata di gomme tassellate, scarico corto, protezione paramotore, parafango anteriore da off-road, tabella portanumero, pedane da fuoristrada, manubrio Renthal da motocross e paramani. L’esperienza è stata una piccola sfida interna tra colleghi, dove l’obiettivo era salire in cima alla collina nel minor tempo possibile. Un’esperienza curiosa e affascinante, terminata con un dignitoso quarto piazzamento (su 9 partecipanti).

Tante le special Harley-Davidson su base Softail presenti al Triple S

SFOGO Difficilmente chi compra un’Harley-Davidson si “accontenta” di quello che offre la versione di serie. Qualuno attinge all’ampio catalogo ufficiale, spingendosi verso gli optional Screaming Eagle per dare più pepe al proprio Milwaukee-Eight; altri invece vedono la propria Harley come un mezzo con cui esprimere al meglio sé stessi e dare libero sfogo alla propria fantasia. Ecco quindi che Harley ci ha portato una serie Sportster customizzate da alcuni clienti inglesi. Ognuno ha il proprio stile: dalla Scrambler alla Cruiser fino alla moto “bruciasemafori”, tutte rigorosamente equipaggiate con uno scarico aperto. D’altronde, c’è un detto sulle moto americane: non troverete mai due Harley-Davidson uguali tra loro, se non in catena di montaggio o dal concessionario.

Harley-Davidson LiveWire

SILENZIO Dopo un paio di giorni a bordo di moto equipaggiate con i Milwaukee-Eight 107 e 114, il sound del bicilindrico e le vibrazioni erano diventate ormai un’abitudine. Nel corso dell’ultima esperienza organizzata da Harley è calato il silenzio, quello tipico di quando accendi una moto elettrica, in questo caso della LiveWire, provata a Portland lo scorso anno. Non ci sono good vibration, ma un vero e proprio battito trasmesso dalla moto quando si è fermi. Acquisendo velocità, invece, il ronzio da moto elettrica viene presto soppiantato dal rumore dell’aria, mentre i 116 Nm di coppia ci spingono costantemente a velocità sempre più elevate. Dopo aver maneggiato moto da oltre 300 kg per due giorni, guidarne una da “soli” 250 kg e con una posizione da naked fa tornare a galla lo smanettone che è in me. In tutta onestà, sono rimasto colpito positivamente dalla LiveWire: elettronica a punto, frenata potente, distribuzione dei pesi ottima e performance davvero stupefacenti. E il silenzio che c’è quando affronti i tornanti sembra quasi  anomalo: che sia il destino delle moto del futuro?


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