UN UOMO, UNA POLEMICA Che Jeremy Clarkson non sia un grande fan di Greta Thunberg non è una novità. Giusto qualche settimana fa vi abbiamo raccontato del battibecco tra il popolare conduttore televisivo e sua figlia Emily, che della giovane attivista svedese hanno opinioni molto diverse. E, come prevedibile, ecco la seconda puntata.

INTERVISTA AL VETRIOLO In una chiacchierata sulle pagine virtuali del The Sun (per cui Clarkson tiene una seguita rubrica settimanale) in compagnia dei suoi compagni di viaggio Richard Hammond e James May, il giornalista inglese non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto il suo pensiero su Greta Thunberg. Che è un po’ come organizzare un faccia a faccia televisivo tra Sgarbi e Ferrara, ma tant’è, sono le regole dello show business. E quando si tratta di fare un po’ di polemica, Clarkson non è certo tipo da tirarsi indietro, al contrario.

Richard Hammond, Jeremy Clarkson e James May durante le riprese di The Grand Tour Presents: Seamen

GRETA "KILLER" L’intervista avrebbe dovuto promuovere il nuovo show di Clarkson, The Grand Tour Presents: Seamen, ma la discussione è subito andata in tutt’altra direzione. “Tutte le persone sotto i 25 anni che conosco non sono minimamente interessate alle macchine”, ha raccontato il giornalista 59enne, “ed è tutta colpa di Greta Thunberg, che ha di fatto ucciso gli show dedicati alle auto. Glielo insegnano a scuola che le macchine sono cattive, prima ancora che imparino a dire ‘mamma e papà’, e ce l’hanno nella testa”. Richard Hammond dà ragione a Clarkson e rincara la dose: “I ragazzi di oggi non sono interessati alle macchine. Quanti di loro stanno crescendo con i poster di qualche bella macchina appeso in camera da letto?

IL PROBLEMA È REALE In ogni caso, anche Clarkson ha capito la gravità della situazione. L’emergenza climatica sarà uno dei temi trattati (senza sfottò, questa volta) nello speciale Seamen, in cui Clarkson e soci affrontano un viaggio di 500 miglia da Siem Reap in Cambogia fino a Vung Tau, in Vietnam, usando diversi tipi di barche fluviali. Le riprese avrebbero dovuto svolgersi durante la stagione delle piogge, ma all’arrivo i tre conduttori hanno trovato il Mekong praticamente asciutto, con le barche dei pescatori a secco sulle rive e senza possibilità di muoversi. Di necessità virtù, la troupe è stata costretta a muoversi con altri mezzi. Clarkson non ha potuto rimanere indifferente al problema: “Per la prima volta siamo stati colpiti in piena faccia dal riscaldamento globale. Solo un idiota non cambia idea di fronte a prove incontrovertibili come quelle che ci siamo trovati davanti. La domanda da porsi è, cosa si può fare? È una discussione sicuramente più interessante di quello che sta accadendo adesso. Greta è un’idiota. Va in giro per il mondo a dire che moriremo tutti, e questo non servirà a risolvere un bel niente, bella mia. Occorre parlare con gli scienziati”.

E GRETA? Greta Thunberg è al momento impegnata a tornare in Europa in barca dopo il suo viaggio negli Stati Uniti, e sebbene disponga di una (debole) connessione a internet, difficile pensare che risponderà alle polemiche di Clarkson, come non ha mai risposto a tutti gli attacchi che ha ricevuto in questi mesi. Se non altro, però, sull’importanza di fare qualcosa per combattere l’emergenza climatica che stiamo affrontando, i due sono d’accordo. Chissà, potrebbero fare uno show televisivo insieme...


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