CONSACRAZIONE Lunatic. Attributo poco lusinghiero se rivolto a una persona, ma che se al contrario è riferito a un Suv sportivo, allora acquista un'accezione deliziosa. Per Jeremy Clarkson, guidare Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio è un'esperienza eccezionale. Letteralmente, come conoscere "un pazzo scatenato nascosto in un gregge di pecore". Detto da un tester che notoriamente non è un fan dei Suv, l'opinione vale doppio. Clarkson ha provato Stelvio Quadrifoglio per The Times, ne emerge un'ode al gusto della guida che dal popolare conduttore inglese, dal 2016 protagonista del programma The Grand Tour dopo una vita come volto di Top Gear, non sempre è lecito aspettarsi. Buon per Stelvio e per Alfa Romeo: la benedizione di "Big Jeremy", per l'immagine e il prestigio vale quanto un Oscar. E dei complimenti, si sa, non ci si stanca mai.

ITALIANS DO IT BETTER Tra le proprietà di Stelvio Quadrifoglio che a Clarkson fanno effetto, in primis il motore. Per "reattività, potenza e tratti corsaioli", il 2.9 V6 biturbo di origine Ferrari viene giudicato uno dei migliori di sempre, "un autentico capolavoro". Elogi sperticati anche alla trazione integrale Q4, sistema del quale Clarkson dice di amare soprattutto "l'elasticità nella distribuzione della coppia". Come noto, il principio è quello di trazione posteriore che soltanto in caso di necessità cede alle ruote davanti parte della forza motrice, senza così appesantire la guida sportiva. Se proprio un difetto va citato, il critico britannico lo individua "nella rapidità di trasferimento della trazione in uscita da una rotatoria" affrontata alla garibaldina, operazione che avviene in modo non proprio istantaneo. Per il resto, Stelvio Quadrifoglio è un Suv che dà "un piacere folle, persino più godibile di Lamborghini Urus". La concorrenza degli sport utility tedesca è forte, tuttavia Clarkson non avrebbe dubbi: "Stelvio tutta la vita".


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