Le strade italiane, è risaputo, spesso sono in pessime condizioni, specialmente durante il periodo invernale dove pioggie consistenti e gelate le mettono costantemente sotto stress. A quanto pare il problema non è solo una questione tricolore. Girando sul web ho scoperto che anche la Gran Bretagna non se la passa con le buche stradali, ma a quanto pare potrebbero essere vicini al trovare una soluzione. O per lo meno ad una proposta che potrebbe arginare il mal costume - frequentissimo anche da noi - dei continui rattoppi.
Il problema delle buche: quando il fastidio diventa pericolo
Parlare di buche può sembrare quasi banale per quanto queste sono diffuse. È uno di quei temi che fanno sorridere, le buche di Roma (giusto per dirne una) sono ormai diffuse anche nella comicità, ma dietro all'ilarità si nasconde un problema serio: l'incolumità degli utenti della strada. Per gli automobilisti una buca rappresenta spesso un danno prettamente economico, dovuto ai costi di riparazione della propria automobile (e ci sono passato anche io) se non si riesce a ottenere un rimborso, ma per gli utenti delle due ruote la situazione cambia, la caduta è dietro l'angolo, spesso con esiti anche tragici.

Il rattoppo tanto diffuso, come lascia intendere anche il nome, è una soluzione posticcia e temporanea, che oltre a rendere comunque irregolare il manto stradale ha la controindicazione di sgratolarsi in breve tempo, specialmente se su quel tratto riparato circolano di frequente mezzi pesanti. Vi siete mai chiesti da dove arriva tutto quel brecciolino all'esterno delle rotonde o sulle strade mal ridotte? Beh, ora avete la risposta.
Una proposta semplice, ma potenzialmente rivoluzionaria
Il 15 gennaio, in occasione del National Pothole Day, sì in UK hanno istituito una giornata per le buche, la Pothole Partnership ha messo sul tavolo un’idea tanto semplice quanto scomoda per chi gestisce le manutenzioni stradali: garantire per cinque anni tutte le riparazioni non urgenti delle buche. Tradotto: se il lavoro cede prima, qualcuno deve tornare a sistemarlo. Senza scuse e senza ultriori costi per le tasche pubbliche.
Secondo il National Motorcyclists Council, è proprio questo il punto che manca oggi. Non tanto nuove tecnologie o materiali miracolosi, quanto la responsabilità di fare interventi pensati per durare. Craig Carey-Clinch, direttore esecutivo del NMC, non usa mezzi termini:
''Il problema non è solo la buca in sé, ma ciò che resta quando una riparazione fallisce: ghiaia, detriti, asfalto sollevato. Tutti elementi che, per chi viaggia su due ruote, diventano trappole''.
Il messaggio è chiaro: finché le riparazioni saranno temporanee, il rischio resterà strutturale. Una garanzia quinquennale costringerebbe enti e appaltatori a cambiare approccio, passando da interventi rapidi a soluzioni davvero definitive.
Meno rattoppi, più responsabilità. In Italia funzionerebbe?

La proposta della Pothole Partnership non promette miracoli, ma introduce un concetto semplice ma spesso dimenticato anche da noi e l'episiodio del Ponte Morandi ci fa tristemente da promemoria: servono manutenzioni efficaci e responsabilità. Se le riparazioni dovranno reggere cinque anni, qualcuno dovrà iniziare a farle sul serio. La proposta serebbe attuabile in Italia? Dal punto di vista legislativo, stando a quanto riportato dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023 e precedenti), da noi la situazione è la seguente:
L’ente appaltatore deve garantire il lavoro per un certo periodo, solitamente:
1 anno per lavori ordinari di manutenzione;
2–5 anni per lavori strutturali o rilevanti.
Durante il periodo di garanzia, se il lavoro presenta difetti o degradi prematuri, l’appaltatore è obbligato a riparare o rifare l’intervento senza costi aggiuntivi per l’ente pubblico.
Al netto di ciò che afferma la legge è insidacabile che, se anche coperte da garanzia, i rattoppi mal realizzati spesso vengono rimpazzati con altri di egual durata... Insomma, un cane che si morde la coda. La soluzione si otterrebbe investendo meglio il denaro pubblico (che arriva anche da multe e bolli, che vessano costantemente i motociclisti), preferendo lavori magari più impattanti nel breve periodo ma di durata superiore.



