PIOGGIA KILLER Roccia che frana, fiumi che esondano, strade che in fiumi si trasformano, e a chi le percorre riservano un'insidia dietro l'altra. Quando piove la circolazione ne risente tanto quanto la Natura, e tra gli effetti collaterali più antipatici figurano senz'altro le buche stradali, con l'asfalto che si sgretola come sciolto nell'acido, e gli automobilisti a dover attraversare autentici campi minati. Roma il simbolo di questa annosa piaga, ma in seguito alle abbondanti precipitazioni di novembre, pure Milano è messa male. Buche come tagliole, fiori di auto e moto danneggiate. E il risarcimento è spesso una chimera (leggi qui uno dei perchè). 

MISSION (IM)POSSIBLE Se talvolta vedersi riconosciuto dalle Amministrazioni locali il rimborso dei danni dovuti a fondo stradale dissestato è impresa disperata, in realtà in molti casi il risarcimento è a tutti gli effetti un diritto sacrosanto. Basta essere informati sul percorso da seguire, non trascurare alcun passaggio, infine attendere (con pazienza) che gli uffici comunali deliberino per l'erogazione della prestazione. Ecco una mini-guida per non farsi cogliere impreparati la prossima volta che con l'auto (peggio ancora, con lo scooter) doveste sprofondare in un cratere di sassi e bitume. Perché l'inverno è solo che iniziato, e col gelo...

Buche stradali, se la segnaletica non è presente

PERCHÈ SÌ, PERCHÈ NO In linea di principio, il risarcimento di un danno al veicolo o alla persona registrato in seguito al passaggio su una buca nel manto stradale, cadute e collisioni con altre vetture compresespetta innanzitutto nel caso in cui l'Ente proprietario o il gestore della strada stessa non abbia segnalato la buca o non abbia temperstivamente provveduto a ripararla, contravvenendo così agli obblighi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Al contrario, non è dovuto alcun risarcimento sia quando la buca si fosse generata in seguito a evento atmosferico o fenomeno imprevedibile e inevitabile, vedi ad esempio il distacco di un masso. Sia, inoltre, quando l'utente infrange il Codice della Strada, e circola in spregio alle regole di comune diligenza e attenzione. Condizione, questa, che si presta a numerose interpretazioni: marciare nel rispetto del Codice significa infatti anche prestare massima attenzione proprio in caso di asfalto dissestato. Se perciò la buca è di superficie ampia e la visibilità ottimale, quasi sicuramente il giudice solleverà il Comune dal risarcimento danni.

ECCO LE PROVE Mettiamo invece che la "trappola" sia subdola: visibilità scarsa, segnaletica assente, buca inevitabile pur guidando con la massima prudenza. Danneggi il pneumatico e deformi il cerchione: che fare? Prima accortezza, quella di raccogliere le prove del sinistro. Fotografa la buca e il danno da essa derivato, procurati se possibile dei testimoni oculari, chiama inoltre la Polizia Municipale e attendi fino a quando una pattuglia non accorre in loco. Perderai tempo, ma così facendo, hai meno probabilità di perdere anche soldi. Una volta accertato il nesso tra l'inconveniente meccanico e le cattive condizioni della strada, gli agenti dovranno poi specificarlo anche a verbale

Danni da buche, fondamentale la raccolta delle prove

BATTAGLIA LEGALE Messo insieme il materiale, l'automobilista o il motociclista vittima del danno deve inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all'Ente proprietario o gestore della strada. Se ne si conoscono gli estremi, la stessa lettera andrebbe spedita anche alla compagnia assicurativa del gestore stesso. Niente illusioni: in prima battuta, l'esito sarà con buone probabilità un esito negativo. L'Ente si rifiuterà di sostenere il rimborso, sostenendo il concorso di colpa dell'utente della strada. Non resta perciò che la citazione in giudizio, soluzione che il più delle volte sfocia in una transazione stragiudiziale (un rimborso forfettario stabilito al di fuori dell'aula di un tribunale), ma che richiede comunque l'assistenza di un ufficio legale, con tutto ciò che la vicenda comporta.

CONCLUSIONI Ottenere il risarcimento in seguito al rocambolesco "tuffo" in una buca è una prassi più articolata di quanto il buon senso, oltre alla legittima sensazione di trovarsi in credito con le autorità, lascino purtroppo immaginare. Responsabilità difficili da dimostrare, tempistiche e procedure che scoraggiano gran parte delle vittime ad andare fino in fondo. Buche in vista? Antenne dritte, e soprattutto avanti piano, e chissenefrega dei colpi di clacson alle vostre spalle. Oltre a cerchi e paraurti, rischi di ammaccare anche il sistema nervoso.


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