Autore:
Danilo Chissalè

OGNI BUCO… Lo stato del manto stradale del Bel Paese lascia a desiderare, la passerella per le strade della Capitale durante l’ultima tappa del Giro d’Italia, con neutralizzazione dei tempi da parte dell’organizzazione che ha ritenuto troppo rischioso il tracciato, ne è la conferma. Spesso le voragini che si aprono nell’asfalto sono la causa di rovinose cadute, ecco una semplice guida che fa chiarezza su un argomento fumoso.

IL RESPONSABILE Nella maggioranza dei casi il responsabile della cura e mantenimento del manto stradale è la Pubblica Amministrazione o il gestore di quel tratto stradale. In città è il comune, sulle strade provinciali la Provincia mentre per le autostrade e alcune strade statali è l’ANAS o una società che gestisce la determinata tratta stradale.  Si tratta di una responsabilità che in gergo tecnico è definita responsabilità oggettiva: essa cioè prescinde da una specifica colpa o malafede della pubblica amministrazione, ma deriva dal semplice fatto che quest’ultima è custode dei beni pubblici e, quindi, tenuta a vigilare sul loro stato.

IL RISARCIMENTO Ottenere il risarcimento dei danni da parte dell’ente gestore può essere più complicato del previsto e spesso è necessario procedere per via legale, in quest’ottica è fondamentale produrre delle prove da presentare in fase di processo. Fare una foto con il proprio smartphone è sicuramente una buona soluzione che acquisirebbe ancora più credibilità se corredata da un verbale delle Forze dell’Ordine e, perché no, da un testimone.

COME OTTENERLO Una volta raccolte le prove necessarie a certificare l’accaduto bisogna procedere con la richiesta dell’indennizzo. Il danneggiato dovrà inviare una richiesta di risarcimento inviata con lettera raccomandata a.r. o a mezzo Pec all’ente proprietario del tratto stradale. Nel caso in cui l’ente non accetti la richiesta non vi è altra soluzione che procedere per vie legali.

NON SEMPRE CI SPETTA Se fino a qui è tutto chiaro e lineare, come spesso accade, ci sono invece delle pieghe e delle sfumature della legge che rendono impropria la richiesta di risarcimento. Ecco alcuni esempi:

  • caduta di giorno se la buca sull’asfalto è visibile e di dimensioni tali da poter essere avvistata a una ragionevole distanza per poter fare manovra ed evitare di cadere;
  • caduta di notte in strada illuminata se la buca non è occultata da altri oggetti;
  • caduta su una strada che viene percorsa spesso e le cui condizioni, quindi, sono note (si pensi a un cantiere posto vicino casa);
  • strada palesemente dissestata e, nonostante tali condizioni di cattiva manutenzione, imboccata comunque;
  • velocità elevata;
  • buca che non costituiva insidia o trabocchetto e la cui presenza è facilmente intuibile usando l’ordinaria diligenza

Come potete notare le sfumature sono molteplici, non ci resta che sperare nella buona fede delle amministrazioni, munirci di sesto senso e fare un bel controllo alle sospensioni delle nostre due ruote.

 


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