Pubblicato il 05/07/21

PUNTI DI VISTA Quando la legge è una e le interpretazioni sono tante. Vedi il caso classico della buca stradale e il relativo risarcimento danni, da parte dell'Ente proprietario, in seguito a una caduta in moto o scooter, o a un danno alla carrozzeria o alla meccanica di un'auto. Nel tempo abbiamo imparato - spesso anche a nostre spese - come sia possibile essere risarciti soltanto se sussistono determinate condizioni. Fra le quali, la condotta diligente e prudente dell'utente. Significa, in parole povere, che se l'automobilista o il motociclista è con la testa tra le nuvole, e piomba dritto in una buca ben visibile, perde il diritto a chiedere un risarcimento. Questo fino a ieri l'altro. Perché adesso...

IL RICORSO VA IN BUCA Adesso una sentenza della Corte di Cassazione, più nello specifico l'ordinanza n. 17947 del 23 giugno 2021, smonta a quanto pare il principio della condotta disciplinata. Risarcimento danni dovuto anche in caso di conducente disattento: questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento della Corte suprema, il quale conferma la precedente sentenza della Corte d'Appello di Genova e condanna la Provincia di Genova al risarcimento di tutti i danni patiti da un motociclista caduto a terra a a causa di un avvallamento sulla carreggiata.

IL CASO SCUOLA I fatti risalgono al 2003: lungo la Statale 33, nel comune di Cogorno in provincia di Genova, in orario notturno un uomo cade rovinosamente dal proprio scooter in seguito all'impatto con un avvallamento. Evocata in giudizio la Provincia di Genova nel 2009, la vittima del sinistro vede nel 2012 la propria domanda accolta, venendo accettato dal tribunale il nesso causale tra condizioni della strada ed evento lesivo. La Provincia di Genova presenta allora ricorso: nel 2017 la Corte d'Appello riformula parzialmente la sentenza originale, dividendo le responsabilità nella misura del 70% alla Provincia e del 30% al motociclista, sostenendo come il danno si sarebbe potuto evitare qualora il soggetto avesse prestato maggiore attenzione al manto stradale. Il quale soggetto presenta allora controricorso, vedendo poche settimane fa le proprie ragioni prevalere in via definitiva.

A PROVA DI FOTO Trascurando i passaggi intermedi e i dettagli dell'intricata vicenda: i giudici assegnano piena ragione al motociclista, indipendentemente dal tipo di condotta adottata in quel preciso momento. Affermando, in particolare, come una fotografia della buca sia sufficiente a dimostrare il nesso causale tra la buca stessa presente sulla strada ed i danni che il medesimo si era procurato. Questo nonostante non fosse più possibile verificarne effettivamente la presenza con consulenza tecnica d'ufficio. Un precedente storico, una speranza in più per ogni vittima da incurie stradali. 


TAGS: codice della strada risarcimenti cassazione Buche stradali sentenze