Kove 625X Pro - C'era una volta la Suzuki V-Strom 650. Se volevi una tuttofare brillante tra le curve, pratica nella vita di tutti i giorni, confortevole in viaggio e ragionevole sia nel prezzo di acquisto sia nei costi di gestione, lei era probabilmente la tua miglior scelta. Oggi, però, la twin di Hamamatsu non c’è più. E lasciatemi aggiungere purtroppo, dato che era in assoluto una delle moto più riuscite del panorama. La sua assenza sta venendo rimpiazzata da una serie di modelli che ne ripropongono la filosofia. Quindi ciclistica stradale con cerchio anteriore di 19” che fa una timida strizzatina d’occhio al fuoristrada leggero, motore tra 600 e 700 cc, una certa attitudine ai viaggi e un prezzo molto invitante.
Parlo delle varie Benelli TRK 702 X (7.490 euro f.c. | 70 CV e 70 Nm, qui la prova), CFMoto 700MT Adv (5.990 euro f.c. | 68 CV, qui la prova), Moto Morini X-Cape 700 (6.490 euro f.c. | 70 CV, 68 Nm, qui la prova) QJ Motor SRT 700 SX (5.990 euro f.c. | 70 CV, 67 Nm, qui la prova), Voge Valico 625DSX (6.390 euro f.c. | 64 CV, qui il video da Eicma)

Ma c'è una new entry: ecco quanto costa e quando arriva
L'ultima a entrare a far parte di questo interessante gruppetto è la Kove 625X Pro, che ho guidato in Friuli, sulle Alpi Giulie. Come le sue rivali promette facilità nella guida di tutti i giorni tanto quanto un comportamento convincente sia nei lunghi trasferimenti sia sulle strade guidate.
Anche lei ha il suo bel cerchio anteriore di 19” attorno al quale è stato disegnato un look da globetrotter e, soprattutto, anche lei ha un prezzo di fronte al quale è difficile restare indifferenti, in particolare in relazione ai contenuti: 6.690 euro f.c. o 7.290 euro f.c. se si sceglie di acquistarla col tris di borse in alluminio, composto dalle valigie da 35 litri e dal top case da 42 litri. Cifre che si fanno ancora più interessanti con l'offerta lancio valida fino a fine settembre: 6.490 euro f.c. o 6.990 euro col tris.
La 625X Pro arriverà nei concessionari tra agosto e i primi di settembre in tre colorazioni, con due anni di garanzia. Vediamo com’è fatta.

Ciclistica: sospensioni KYB completamente regolabili e sella bassa
Il telaio è in tubi di acciaio ed è abbinato a un forcellone a doppio braccio in alluminio che aziona il monoammortizzatore attraverso un leveraggio progressivo. Le sospensioni KYB completamente regolabili garantiscono 180 mm di corsa alla ruota anteriore e 230 mm a quella posteriore e i cerchi sono a raggi tubeless, col posteriore di 17”. Le gomme Pirelli Scorpion Rally STR sono in misura 110/80-150/70 e l’impianto frenante anteriore a doppio disco di 290 mm prevede pinze ad attacco radiale. Il disco posteriore è di 230 mm con pinza flottante a un pistoncino. Il serbatoio ha ben 21 litri di capacità e l’altezza della sella è di 820 mm con una distanza minima tra parte inferiore del motore e suolo di 205 mm. Il peso in ordine di marcia è di 221 kg.

Motore: un twin parallelo con perni di manovella a 270°
Il propulsore è un bicilindrico in linea fronte marcia di 581 cc, strettissimo parente di quello della Voge Valico 625DSX. Ha acceleratore a cavo, distribuzione a doppio albero a camme in testa con 4 valvole per cilindro, perni di manovella sfalsati di 270° per una sequenza degli scoppi irregolare, frizione antisaltellamento e cambio a sei marce. Eroga 63 CV a 8.500 giri/min e 57 Nm a 6.250 giri/min, per una velocità massima dichiarata da Kove di 175 km/h.

Allestimento, c'è tutto e di più
Dove la 625X Pro stupisce è nell’allestimento. Oltre alle caratteristiche interessanti già citate ha ABS regolabile (attivo su entrambe le ruote, solo sulla anteriore, disattivo) e controllo di trazione disinseribile, fanaleria full LED con tanto di faretti fendinebbia, parabrezza regolabile manualmente su tre posizioni lungo un'escursione totale di 50 mm, manubrio in alluminio, paramani, tubolari di protezione, slitta paracoppa metallica, pedane dentate con gommino removibile, cavalletto centrale, portapacchi con maniglioni integrati, sella del pilota e manopole riscaldabili, sensori di pressione delle gomme, tre prese USB (due A e una C), presa a 12 V, avviamento keyless, vano portaoggetti e display TFT di 6,75” regolabile nell’inclinazione con connettività e mirroring delle app dello smartphone.

L'unica col radar. Peccato solo per...
Un contenuto che, infine, distingue sicuramente la Kove dalle sue concorrenti è la presenza del radar posteriore che permette di avere un avviso del rischio di tamponamento da parte di chi segue, e il rilevamento dei veicoli nell’angolo cieco degli specchietti, segnalato attraverso la classica spia sugli specchietti. Di fronte a tanta ricchezza spiace soltanto non avere un registro a pomello per il precarico del “mono”, un contenuto che, per una moto (anche) da viaggio, è davvero molto utile.

Kove 625X Pro, come va
Fino a non molti anni fa, le dimensioni di una moto erano più o meno proporzionate alla sua cilindrata. Quelle di piccola cubatura erano piccole, quelle di media erano medie, quelle di grande... avete capito. Poi è arrivata la Benelli TRK 502, col suo minuto twin di 500 cc e la presenza scenica di una BMW R 1300 GS Adventure. È stato un successo. È emerso che tanti motociclisti desideravano una compagna di viaggio appariscente e ben dimensionata, ma non per questo sentivano il bisogno di avere prestazioni da urlo, né volevano (o potevano) spendere cifre notevoli.

Ho un déjà vu
Oggi, la 625X Pro mi ha trasmesso quella stessa, strana sensazione sperimentata per la prima volta con la piccola (solo nel cuore) globetrotter pesarese. Una ''600'' te la aspetti leggerina e compatta. Invece, sali in sella ed ecco l'effetto GS Adventure. Serbatoione abbondante nella parte sommitale (e tutto sommato snello tra le gambe), sovrastruttre ben dimensionate, parabrezza generoso, sella accogliente. Purtroppo anche il peso è da maxi più che da media, così serve una certa forza nella gamba sinistra per sollevarla dal cavalletto. Non proprio la moto che consiglierei a un motociclista poco in forma o che non sia alto almeno 1,75 m così da avere un appoggio saldo al suolo.

Eppur si muove (facilmente)
Superato questo primo approccio, e al netto della stazza di cui bisogna tener conto in manovra e ancor più quando ci si muove in coppia a pieno carico, la 625X Pro è una moto facile, comoda e piacevolissima. La sella è a un'altezza ragionevole, il raggio di sterzata è abbondante e la frizione è morbida e ben modulabile. Tra le prime caratteristiche che si apprezzano appena mollati gli ormeggi c'è la triangolazione azzeccata. Manubrio e pedane sono posizionati in modo naturale e tipicamente ''adventure'' (busto dritto, braccia che avanzano il giusto), e la sensazione offerta al pilota è quella di una piacevole padronanza del mezzo, sul più tortuoso dei percorsi come su una strada scorrevole.

Accogliente tranne che per...
In generale, il comfort è buono. La protezione aerodinamica è abbondante tanto per la parte inferiore quanto per la parte superiore del corpo, la sella è morbida, le sospensioni digeriscono le asperità in modo efficace e le vibrazioni restano al di sotto della soglia del fastidio a meno di ''tirare'' le marce o di viaggiare a velocità molto sostenuta.
Chi supera il metro e ottanta di statura, è vero, potrebbe trovarsi ad avere le gambe un po' rannicchiate per via di una distanza tra piano di seduta e pedane non certo abbondante, ma lo stesso si può dire di un po' tutte le moto che provano a conciliare sella bassa con una certa luce a terra. Mal comune mezzo gaudio, pertanto? Direi di sì, più che altro alla luce del fatto che, qui, il compromesso è più che accettabile. C'è un solo aspetto oggettivamente migliorabile ed è il calore trasmesso alla parte bassa della gambe (tibie, polpacci). Intendiamoci, non è come guidare moto che scaldano davvero (mi viene in mente la Ducati Streetfighter V4), ma senza dubbio ci sono concorrenti meno focose ovvero più piacevoli nelle giornate torride. Perlomeno sotto questo punto di vista.

Tanta sostanza
Calore a parte, il motore convince. Parliamo di un'unità di cubatura modesta alle prese con la motona di cui sopra, per cui è chiaro che non accada nulla di pirotecnico arrivando a fondo corsa col gas. Ma nell'ottica di un utilizzo quotidiano e turistico, senza velleità sportive, è un buon compagno. Ha un'elasticità eccellente grazie alla quale riprende da 1.800 giri/min senza un sussulto, e una certa verve lungo tutto l'arco di erogazione che culmina, agli alti, con un pizzico di vera e propria grinta. Piace molto quando si guida con un filo di gas godendosi il panorama, insomma, e strappa un sorriso quando lo si spreme oltre i 10.000 giri/min inseguendo una curva dopo l'altra (ottimo il cambio, per inciso). Mentre le uscite di curva con una marcia lunga, a pieno carico, non sono il suo. Ha infine una buona risposta al gas, solo un pelo brusca nei chiudi apri quando si guida di buon passo. I ride by wire di ultima generazione ci hanno abituati bene.

Ciclistica a punto
Tra le curve, la 625X Pro si comporta bene mostrandosi rassicurante quando serve e piacevolmente dinamica se si alza il ritmo. Il peso si avverte, non è una biciclettina né avvicina il guizzo della citata capostipite Suzuki V-Strom 650. Certamente, però, è equilibrata e sincera. Nello stretto chiede solo un piccolo aiuto in termini di movimenti del corpo del pilota per infilare un curvino dopo l'altro con un bel ritmo, e sfoggia un'apprezzabile capacità di girare ''stretta''. Allo stesso tempo fila via bella rigorosa e precisa, sul veloce. Parte del merito va a gomme e sospensioni. Le Pirelli di primo equipaggiamento sono davvero ottime, e le due unità KYB hanno una taratura (standard) confortevole ma non sfrenata che rende la guida piacevole anche su asfalti scassati senza riflettersi in una moto dondolona quando si spinge. Semplicemente eccellente l'impianto frenante anteriore, tanto potente quanto modulabile, e buono il posteriore.

E in offroad...
Nel corso di questa rapida presa di contatto (siamo stati in sella un paio d'ore) abbiamo affrontato anche un brevissimo tratto di fuoristrada molto scorrevole, che se da un lato ha restituito un riscontro giocoforza parziale sulle doti della moto, dall'altro ha permesso comunque di apprezzarne alcuni aspetti. Ammirevole l'idea di Kove di dedicare un pulsante sul blocchetto destro alla guida offroad: premendolo si disattivano controllo di trazione e ABS senza dover entrare in menù e sottomenù. Molto molto buona l'ergonomia in piedi. Ed efficace, infine, il lavoro delle sospensioni.
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