Da video proibito a fenomeno mondiale: ecco com’è nato il drifting
Video

Da video proibito a fenomeno mondiale: ecco com’è nato il drifting


Avatar di Emanuele Colombo, il 30/03/26

2 ore fa - Drifting: come un video illegale di Keiichi Tsuchiya ha cambiato la tua idea di traverso

Scopri come Keiichi Tsuchiya ha sfidato la legge giapponese, trasformando una follia da strada in un fenomeno mondiale

È il 1987, sul passo del monte Usui, nella prefettura di Gunma, Giappone, una Toyota AE86 entra in una curva cieca completamente di traverso. Le gomme posteriori fumano, il pilota è in controsterzo pieno a una velocità che dovrebbe spedirlo dritto contro il guardrail. Tutto questo è catturato da una telecamera fissata alla buona sul cruscotto.

Il pilota non è un ragazzino qualunque: ha 31 anni, si chiama Keiichi Tsuchiya ed è un pilota professionista con tanto di licenza. Il problema? Quella non è una pista, è una strada aperta al pubblico.

Quando la Japan Automobile Federation (JAF) vede il filmato, non la prende bene: sospensione immediata della licenza e ordine di far sparire le videocassette dagli scaffali. Vogliono cancellare l'uomo e l'opera. Invece...

Quel nastro VHS che ha cambiato la tua storia

Il video incriminato si chiama ''Pluspy''. L'idea è semplice quanto folle: montare delle telecamere su una AE86 preparata, metterci al volante il miglior manico del Giappone e filmarlo mentre aggrediva le cronoscalate di casa sua.

Il tracciato di Tsuchiya è l'Usui Pass: una lingua di asfalto stretta, con pendenze che non perdonano e guardrail che non fermerebbero nemmeno una bicicletta. Dove la gente normale passa a 30 km/h con le nocche bianche, lui va di traverso. Quello che mostra quel video è qualcosa di mai documentato prima: non una sbandata isolata, ma uno stile di guida fluido e continuo.

Toyota AE86, da utilitaria a icona del driftingToyota AE86, da utilitaria a icona del drifting

La magia della AE86: poca potenza tanto equilibrio

A guardare la scheda tecnica, la Toyota AE86 sembra solo una compatta economica: mossa da un 1.6 da 128 CV. Eppure, sotto quella carrozzeria si nasconde un bilanciamento perfetto e una trazione posteriore reattiva come un bisturi. Tsuchiya non usa i cavalli per driftare – non ne ha – usa la fisica.

Un colpo di frizione per rompere la trazione; il freno a mano per aiutarsi nelle curve più strette e il trasferimento dei carichi per far ruotare l'auto prima ancora di curvare. Uno  stile che diventa la scintilla per una controcultura automobilistica che diventerà leggenda. E poi uno sport riconosciuto.

Una scena di Fast and Furious: Tokyo DriftUna scena di Fast and Furious: Tokyo Drift

La punizione che diventa consacrazione

La JAF è spietata con Tsuchiya. Gli danno un ultimatum: ''O le montagne o la pista''. Ma è troppo tardi: la scintilla è già diventata un incendio. Le VHS sono state ritirate, ma nel mercato underground i prezzi schizzano. Ad averne una in mano, tieni stretto un piccolo tesoro.

Bannare quel video è stato l'errore più grande delle autorità: invece di uccidere l'idea, l'hanno resa leggenda. E Tsuchiya non fugge: porta il drifting nel professionismo, vincendo in pista con il suo stile sporco e arrivando persino sul podio della 24 Ore di Le Mans.

Il ragazzo che aveva imparato quello stile di guida consegnando pezzi di metallo a Nagano, diventa un titano dell'endurance.

Red Bull drifting: la Toyota GR Corolla all'inseguimento dei rivaliRed Bull drifting: la Toyota GR Corolla all'inseguimento dei rivali

Dalla strada alla cultura Pop: l'esplosione di Initial D

Nel 1995 la realtà ispira il fumetto Initial D. Tsuchiya e i pezzi di metallo si trasformano in Takumi Fujiwara, che con la sua AE86 consegna tofu all'alba. Tsuchiya è il consulente tecnico della serie.

Il successo è planetario e la guida di traverso fa il definitivo grande salto, diventando icona Pop: quella vecchia Toyota finisce per essere molto ambita tra le auto da collezione e il drifting si trasforma in sport ufficiale con il D1 Grand Prix nel 2000.

Initial D, un fotogrammaInitial D, un fotogramma

Il cerchio si chiude: Hollywood e quel pescatore sornione

Nel 2006 il drifting arriva anche sul grande schermo con Fast & Furious: Tokyo Drift. La Universal non cerca uno qualunque e chiama proprio Tsuchiya come stunt coordinator.

L'uomo che vent'anni prima era stato radiato per i suoi video illegali, ora viene pagato da Hollywood per fare le stesse identiche cose. Se guardi bene il film, lo vedi in un cameo: è il pescatore che osserva il protagonista allenarsi. Un omaggio degno di Hitchcock.

Keiichi Tsuchiya (a destra): il cameo in Fast and Furious Tokyo DriftKeiichi Tsuchiya (a destra): il cameo in Fast and Furious Tokyo Drift

L'eredità che guidi oggi

Oggi, a quasi 70 anni, il Drift King è ancora lì. Il drifting è un'industria mondiale presente in quattro continenti, con campionati ufficiali regolamentati da quelle stesse federazioni che un tempo volevano arrestarlo.

E ogni volta che vedi un'auto di traverso, non dimenticare che tutto è iniziato da un nastro VHS proibito.

VEDI ANCHE




Pubblicato da Emanuele Colombo, 30/03/2026
Tags
Gallery
    Vedi anche