Il mondo dei rally perde uno dei suoi protagonisti più importanti degli anni Ottanta e Novanta. Alessandro ''Alex'' Fiorio è morto a 61 anni, sconfitto da una malattia che aveva annunciato pubblicamente lui stesso soltanto poche settimane fa. La conferma della scomparsa dell'ex pilota piemontese è arrivata dalla famiglia, che ha raccontato gli ultimi mesi vissuti accanto a lui:
''Alex Fiorio non c’è più: un male incurabile, che lo tormentava da qualche mese, gli ha tolto la vita. Alex lascia papà Cesare e mamma Francesca, il fratello Cristiano con i figli Cesare jr. e Milla, la sorella Giorgia, la moglie Oxana e le figlie Mariapaola e Francesca che lo avevano seguito quando, anni or sono, si era trasferito in Puglia alla Masseria Camarda, la nuova residenza di Cesare Fiorio. E che gli sono costantemente stati vicino, senza mai fargli mancare il loro affetto, nell’assisterlo fino in fondo in questo periodo di sofferenza''.
A giugno l'annuncio della malattia
La notizia della sua morte arriva a poco più di due mesi dal messaggio con cui lo stesso Fiorio aveva deciso di raccontare pubblicamente la propria situazione. All'inizio di giugno l'ex pilota Lancia aveva spiegato sui propri canali social di essere malato di tumore allo stomaco, dopo che il repentino calo di peso aveva inevitabilmente alimentato le domande sulle sue condizioni.
Molto attivo sui social, dove commentava i risultati degli appuntamenti WRC e F1 e dispensava consigli di guida, Fiorio aveva scelto di condividere con il pubblico anche il percorso di cure che lo attendeva, annunciando contestualmente che si sarebbe allontanato per un periodo dai social per concentrarsi sulla propria salute. Purtroppo, il videomessaggio dello scorso 13 luglio sarebbe rimasto il suo ultimo aggiornamento pubblico sulla malattia.
La carriera con la Lancia e il Mondiale
Nato a Torino il 10 marzo 1965, Alex Fiorio si era avvicinato al motorsport dopo una prima esperienza nello sci. Nel 1985 aveva vinto il campionato italiano Fiat Uno, dando il via a una carriera nei rally che lo avrebbe portato rapidamente ai massimi livelli. Il debutto nel Mondiale arrivò nel 1986, al Rally di Monte Carlo, al volante di una Fiat Uno Turbo del Jolly Club. L'anno successivo passò alla Lancia Delta HF 4WD, sempre con Luigi Pirollo al suo fianco, conquistando il titolo della Gruppo N Cup, antesignano dell'attuale campionato dedicato alle vetture di produzione, e ottenendo i primi punti nel WRC.
La consacrazione arrivò nel biennio successivo. Nel 1988 Fiorio disputò una stagione di altissimo livello con la Lancia Delta Integrale, chiudendo il Mondiale Piloti al terzo posto. Quell'anno salì quattro volte sul secondo gradino del podio, a Monte Carlo, in Portogallo, all'Olympus Rally e al Rally di Sanremo, aggiungendo anche un terzo posto all'Acropoli.
Nel 1989 arrivò il miglior risultato della sua carriera nel Mondiale: secondo posto nella classifica piloti con 65 punti, alle spalle del compagno di squadra Miki Biasion e davanti a Juha Kankkunen. Fiorio collezionò quell'anno quattro podi, con il secondo posto in Argentina e Sanremo e i terzi posti in Portogallo e Grecia, oltre a un quarto posto in Australia. Particolarmente significativo fu proprio il Rally di Sanremo, dove Fiorio sfiorò la vittoria chiudendo secondo a soli cinque secondi da Biasion.
Il drammatico Monte Carlo 1989
La stagione 1989 è ricordata anche per il drammatico incidente al Rally di Monte Carlo, nel quale la Lancia di Fiorio uscì di strada durante la quinta prova speciale travolgendo alcuni spettatori. L'equipaggio Fiorio-Pirollo rimase illeso, mentre due persone persero la vita. Fiorio tornò comunque a competere ai massimi livelli e nel 1990 conquistò l'ultimo podio della sua carriera nel WRC al Rally d'Australia, chiudendo inoltre la stagione al nono posto nel campionato.
Dopo il passaggio alla Ford nel 1991, tornò alla Lancia Delta HF Integrale nel 1992, stagione nella quale raccolse 32 punti nel Mondiale e chiuse al nono posto. Proseguì poi l'attività tra WRC, Campionato Europeo e competizioni italiane fino alla metà degli anni Novanta, tornando successivamente a correre anche in prove internazionali. Nel 1998 ottenne inoltre due vittorie nel Campionato Europeo, in Bulgaria e Turchia. Il suo bilancio complessivo nel WRC comprende 51 rally disputati, 10 podi e 45 vittorie di prova speciale, a testimonianza del livello raggiunto nella fase più competitiva della sua carriera.
Dal volante al muretto
Fiorio rimase protagonista nel motorsport anche dopo aver progressivamente ridotto l'attività da pilota. All'inizio degli anni Duemila assunse infatti il ruolo di team manager del team Honda Benetton Playlife Racing nella classe 125 del Motomondiale, contribuendo alla conquista del titolo Costruttori. Dal 2001 al 2004 fu poi team manager di BMW Cibiemme nel campionato FIA Euro SPC.
Una seconda parte di carriera che completò un percorso iniziato sulle strade dei rally e sviluppatosi nell'epoca d'oro della Lancia, quando Fiorio era uno dei principali protagonisti della squadra satellite Jolly Club e uno dei piloti italiani più competitivi nel Mondiale. Alla famiglia Fiorio vanno le condoglianze di tutta la redazione di MotorBox.com.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



