In vista del rientro dalla sosta estiva del Mondiale 2026 di Formula 1, la Pirelli ha comunicato ai team della griglia le allocazioni ufficiali degli pneumatici che saranno utilizzati nei prossimi tre appuntamenti del Campionato del Mondo. Per i GP d'Olanda e di Spagna la casa milanese ha deliberato la gamma intermedia (composta da C2 Hard, C3 Medium e C4 Soft), mentre per il GP d'Italia a Monza le monoposto scenderanno in pista equipaggiate con il tris più morbido del lotto (ovvero C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft).
Zandvoort: tra sabbia e banking confermata la linea dura
Sul tracciato costiero di Zandvoort, teatro del Gran Premio d'Olanda, Pirelli conferma la medesima scelta della passata stagione. La pista si caratterizza per una sequenza di curve a medio-bassa velocità intervallate da due spettacolari curve sopraelevate, in grado di scaricare sugli pneumatici forze verticali e laterali imponenti ad alti carichi aerodinamici. A complicare la gestione delle coperture si aggiunge un asfalto storicamente a basso grip, reso ancor più insidioso dalla sabbia delle dune limitrofe perennemente trasportata dal vento lungo la traiettoria ideale.
Monza: la trappola del pit-stop lungo punta tutto sulla sosta unica
Per l'appuntamento di casa sul circuito di Monza, il fornitore unico di gomme cambia invece registro proponendo il tris C3-C4-C5. Il nastro d'asfalto brianzolo, completamente riasfaltato un paio di stagioni fa, richiede assetti aerodinamici scarichi da altissima velocità. Il fattore determinante nella scelta strategica dei muretti box sarà però il tempo perso in pit-lane: il transito in corsia a Monza figura infatti tra i più penalizzanti dell'intero calendario mondiale.
Di conseguenza, le scuderie cercheranno di allungare al massimo gli stint per congelare una strategia di gara basata su un unico cambio gomme. Un'impresa non priva di incognite: le consuete alte temperature di inizio settembre potrebbero accentuare il degrado termico, rendendo l'esecuzione della sosta singola una sfida sul filo dei millesimi.
Madring: dati spaventosi dai simulatori, le forze sono pari a Spa e Silverstone
C'era fortissima attesa per comprendere la prima decisione tecnica legata all'inedito tracciato cittadino di Madrid. L'analisi delle mescole per il GP di Spagna è stata elaborata incrociando i dati e le simulazioni virtuali della nuova pista, caratterizzata da 22 curve estremamente variegate, importanti dislivelli altimetrici e la curva con banking più lunga di tutto il Mondiale F1.
Dai report ingegneristici è emerso infatti un dato sorprendente: le sollecitazioni dinamiche e i carichi agenti sugli pneumatici lungo le pieghe del Madring sono del tutto equiparabili a quelli registrati su tracciati storici e severi come Silverstone e Spa-Francorchamps. La decisione di deliberare la gamma media (C2-C3-C4) nasce proprio per incentivare le due soste, in modo da disegnare una gara strategicamente più dinamica rispetto a quelle a sosta singola, ma anche per prevenire il surriscaldamento. Con le gomme un po' meno soffici si offre infatti protezione strutturale contro il degrado termico da alte temperature al quale la più morbida C5 sarebbe risultata particolarmente vulnerabile a causa dei carichi laterali del nuovissimo e atteso tracciato spagnolo.
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.



