Pirelli F1: ecco le gomme per i GP di Belgio e Ungheria 2026
F1 2026

Pirelli scopre le carte per i GP Belgio e Ungheria: le gomme prima della sosta estiva


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1 ora fa - Le scelte del fornitore gomme per gli ultimi 2 GP prima della pausa

La Pirelli ha comunicato le scelte delle gomme per gli ultimi due GP prima della sosta estiva: le mescole per Spa e Budapest

I tecnici della Pirelli hanno definito la strategia gomme per il delicato doppio appuntamento che vedrà il circus della Formula 1 accompagnarsi verso la pausa estiva della stagione 2026 (qui il calendario completo). Le sfide poste dai due tracciati non potrebbero essere più diverse: da un lato le immense accelerazioni verticali e i curvoni velocissimi del tracciato di Spa-Francorchamps, dall'altro i continui cambi di direzione in stile kartodromo dell'Hungaroring.

Pirelli a Spa-Francorchamps con la gamma... ''di mezzo''

Per il fine settimana del GP del Belgio sul leggendario circuito di Spa-Francorchamps, la Pirelli ha deciso di affidarsi alle tre opzioni centrali della propria gamma, nominando la C2 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft. Dal punto di vista ingegneristico, la pista belga rappresenta uno dei banchi di prova più severi dell'intero mondiale per via della lunghezza record del tracciato (il più lungo del calendario con il suo layout da oltre sette chilometri), e soprattutto per le forze laterali e verticali a cui sono sottoposte le carcasse delle gomme. 

L'esempio più evidente è la compressione delle mitiche curva di Eau Rouge e Raidillon, che vedono le macchine sfrecciare in pieno in discesa e poi in salita, verso uno scollinamento cieco che da sempre è considerato come uno dei tratti più emozionanti (e pericolosi) del calendario del Mondiale. Non a caso la pista di Spa è considerata una delle più stressanti per le mescole, superata soltanto da Silverstone e Suzuka. 

Scelta morbida per il GP Ungheria: con la C5 nell'afa di Budapest

Scenario diametralmente opposto per l'ultimo Gran Premio prima delle vacanze, di scena sul circuito dell'Hungaroring. Per l'appuntamento di Budapest, la scelta è ricaduta sul lotto di mescole più soffici del lotto, ovvero il tris composto da C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft). Le insidie del circuito ungherese si concentrano principalmente sulla gestione termica e sulla frequenza dei giri percorsi: sebbene i picchi di carico e le forze G non raggiungano valori estremi in senso assoluto, la brevità intrinseca del tracciato non concede tregua alle coperture, generando un accumulo di energia termica a ogni tornata.

A complicare i piani dei muretti box ci penserà poi il fattore climatico: le temperature dell'asfalto a Budapest registrano storicamente i picchi più alti dell'intera stagione di F1, accelerando drasticamente il degrado termico delle mescole qualora l'assetto della monoposto non sia perfettamente bilanciato.

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Pubblicato da Alessio Ricci, 01/07/2026
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