Pubblicato il 27/12/2019 ore 18:00

PAROLA DI EX Nel corso di queste feste natalizie, l'ex presidente della Ferrari - Luca Cordero di Montezemolo - ha concesso un'intervista a Sky parlando della sua vecchia Scuderia ed esprimendo i suoi giudizi su quanto visto nel corso della scorsa stagione, ma ancor più su ciò che potrà accadere a partire dalla prossima, con Sebastian Vettel e Charles Leclerc che - nelle intenzioni del team principal Mattia Binotto - scatteranno con eguali chance di contendere il titolo mondiale a Lewis Hamilton.

Montezemolo Scuderia Ferrari

LOTTA FINO ALL'ULTIMO ''È stato un mondiale che speravo andasse meglio, viste le premesse iniziali e le prove invernali'' - ha esordito Montezemolo ai microfoni dell'emittente satellitare - ''Ciò che mi dispiace è che da un po’ di anni la Ferrari non vinca il Mondiale e questo ci sta, perché ci sono tante di quelle componenti variabili, però che non sia mai in condizioni da anni di giocarsela fino all’ultima gara. Ho dei ricordi non belli, di tanti campionati persi all’ultima gara della stagione, ma almeno fino alla fine c’era la possibilità di vincere. Invece quest’anno e negli scorsi questo non è avvenuto e mi è dispiaciuto. Le cause sono prima di tutto della competitività della macchina: l’anno scorso lo era di più rispetto a quest’anno, ci sono stati dei problemi di affidabilità''.

F1, GP Brasile 2019: Sebastian Vettel precede Charles Leclerc (Ferrari)

RAFFORZARE IL TEAM ''Poi c’è la tattica, la gestione della gara, i piloti'' - ha proseguito Montezemolo - ''Vincere in Formula 1 significa avere un insieme di elementi tutti perfetti. Io avevo messo insieme una squadra se penso a Todt, Brown, Domenicali, Byrne: credo che dobbiamo tener conto che ci debba essere un possibile rafforzamento organizzativo e di uomini. Binotto è in gamba, al suo primo anno con una mole di responsabilità molto ampia. Vedremo, l’anno prossimo mi aspetto un miglioramento dalla Red Bull e dal motore Honda, ma la Ferrari ha tutti gli elementi perlomeno per provare a vincere e lottare fino all’ultima gara''.

F1 GP Messico 2019, Città del Messico: Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Ferrari)

DUALISMO PERICOLOSO Montezemolo non si è certo tirato indietro nel giudicare il dualismo che ha caratterizzato il 2019 rosso tra Vettel e Leclerc: ''Di quest’anno rimane il ricordo di pole position importanti, un Leclerc che è un pilota oggi in grado di vincere, un ragazzo duro in corsa ed intelligente, che fa tesoro degli errori e può diventare un fuoriclasse. Certamente ci sono stati dei momenti che hanno influito negativamente sulla squadra, i piloti devono sapere che non corrono per sé stessi, altrimenti si dovrebbero fare un loro team e lo dissi una volta a Barrichello. Ci vuole chiarezza, molta disponibilità di entrambi a rendersi conto di questo. Sarà un tema molto interessante della prossima stagione, perché ci sono due cavalli di razza ed entrambi vogliono vincere e quando è così spesso pensano più a sé stessi che della squadra. Questa è una grande responsabilità che avranno Binotto e la squadra, un tema delicato. Vettel deve essere calmo, avere fiducia nei suoi mezzi che sono molto forti. Deve avere un dialogo molto aperto con la squadra. Quando si va verso la fine dei contratti ci sono anni delicati. Negli ultimi anni ha dimostrato di essere sempre molto veloce e prima o poi il numero uno deve venir fuori''.

Mattia Binotto, Charles Leclerc e Sebastian Vettel - Scuderia Ferrari

CI VUOLE CHIAREZZA Ma qual è la ricetta dell'ex Presidente? Semplice: puntare su un numero uno. ''Negli anni in cui ho lavorato, c’era Lauda con Regazzoni che doveva mandar giù qualche boccone amaro, ma Lauda era più veloce ed è giusto che puntassimo su di lui, difatti abbiamo vinto due Mondiali e ne abbiamo perso uno per mezzo punto in Giappone. Poi Schumacher, Barrichello, Irvine, lo stesso Massa erano piloti in grado di vincere le gare, portare punti importanti per il campionato, ma era chiaro che Schumacher fosse il numero uno. Non era una nostra decisione, lo diceva il cronometro'' - ha concluso Montezemolo - ''Quindi in generale un po’ di chiarezza ci vuole''.


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