Autore:
Simone Valtieri

UOMO SOLO AL COMANDO Intervistato nei giorni scorsi da Repubblica, l'ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, aveva affermato, tra le altre cose, di vedere una Scuderia potenzialmente da titolo, ma aveva anche spiegato i rischi che correva l'attuale Team Principal, Mattia Binotto, un uomo solo al comando vista l'inesperienza dei suoi superiori, il Presidente John Elkann e l'ad Louis Camilleri, nel campo della Formula 1.

NESSUN INTERLOCUTORE "Binotto corre il rischio di non trovare interlocutori in azienda" - ha spiegato Montezemolo - "Ai tempi in cui la Ferrari vinceva Ross Brawn aveva come capo Jean Todt, e sopra a Todt c'ero io che vantavo un'esperienza trentennale in Formula 1. Binotto è in una condizione differente: Elkann non ha esperienza di Formula 1 e non ha mai gestito un'azienda in vita sua, mentre Camilleri è un grande manager, ma è un uomo di finanza che sarà impegnato, per lo più, sul fronte industriale."

ESSERE FERRARI Nel corso dell'assemblea dei soci Ferrari del 12 aprile scorso, John Elkann ha però risposto a Motezemolo, pur senza mai nominarlo: "Si è in Ferrari non per guadagno personale, vanagloria o visibilità, ma per quello che si può dare alla società. L'ho vissuto in prima persona da quando sono presidente. Essere Ferrari (il motto della stagione 2019 n.d.r.) significa contribuire ogni giorno a qualcosa di più grande, ognuno con il suo ruolo in modo costruttivo."

OBIETTIVI "Si appartiene a questa società non per quello che la Ferrari può dare" - ha proseguito Elkann - "Al contrario: farne parte significare pensare innanzitutto a quello che ciascuno può dare alla Ferrari, lavorando con umiltà, motivazione e passione." Camilleri ha poi aggiunto: "Entriamo nel 2019 come il brand più forte al mondo, secondo Brand Finance, e fiduciosi della nostra capacità di raggiungere i nostri obiettivi." Non solo quelli industriali ma anche quelli sportivi, si augurano i tifosi.


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