A Maranello si lavora per risolvere i problemi aerodinamici che hanno condizionato la SF90. La conferma del team principal Binotto
INCERTEZZA ROSSA La Ferrari è andata incontro a tre sconfitte roboanti nelle prime tre tappe della stagione. Pur con modalità e per ragioni diverse, i grandi rivali della Mercedes hanno portato a casa tre doppiette in apertura di mondiale: una situazione che non si ripeteva dal lontano 1992, con il dominio (poi protrattosi per tutto il campionato) della Williams di Nigel Mansell e Riccardo Patrese. E se i tifosi della Rossa possono iniziare a fare gli scongiuri affinché non si ripeta quello a cui le Frecce d’argento ci hanno abituato nei primi anni dell’era turbo-ibrida, i tecnici di Maranello sembrano voler correre ai ripari portando in pista nuove componenti aerodinamiche.
TELAIO E POWER UNIT L’unica certezza della Ferrari è nel comparto power unit, fino a questo momento un riferimento per l’intera categoria almeno sul piano delle velocità di punta in rettilineo, anche se permangono certo dei dubbi legati a un’affidabilità scricchiolante fin dai test di Barcellona. Se, però, gli inconvenienti tecnici in fondo preoccupano il giusto, è soprattutto l’aerodinamica a creare qualche grattacapo di troppo agli uomini in rosso. Ed è proprio sotto questo aspetto che in casa Ferrari si lavora maggiormente, con lo studio di una nuova ala posteriore che dovrebbe aiutare la SF90 a recuperare il gap in curva dalla Mercedes.
ALA POSTERIORE “Una nuova ala posteriore simile a quella della Mercedes – ha spiegato Mattia Binotto ai colleghi di Auto Motor und Sport – sta arrivando”. Secondo le indiscrezioni lanciate dalla testata tedesca, visto che Baku è un circuito da trazione e lunghi rettilinei potenzialmente simile a quello del Bahrain, in cui la Ferrari ha dominato sul piano prestazionale, il nuovo alettone dovrebbe debuttare a Barcellona. Ma non è da escludere neppure l’arrivo di un’ala anteriore rivisitata, che segua un concetto meno estremo e più vicino a quello scelto dalla scuderia di Stoccarda. Nessuna preoccupazione invece per quanto riguarda i problemi tecnici patiti fin qui, con il team principal del Cavallino che ha ribadito come “prima vengono i tempi sul giro, poi l’affidabilità”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.








