Pubblicato il 28/09/20

IL CASO Abbiamo già parlato della penalità a Lewis Hamilton, che ha decisamente condizionato il risultato finale del Gran Premio di Russia a Sochi. Il britannico, prima del via della gara, ha provato la partenza poco fuori dall’uscita della pit-lane per testare le condizioni di grip a pista “pulita” vista la troppa gomma ormai depositata nella zona vicino al semaforo appositamente designata dalla Direzione gara. Un’infrazione commessa per ben due volte prima di schierarsi in griglia, che è costata al sei volte iridato una doppia penalità di 5 secondi da scontare al box, oltre a due punti sul patentino Fia rimossi però in serata dopo che i commissari hanno accertato la corresponsabilità del muretto box Mercedes. Nelle scorse ore sono tuttavia emersi ulteriori dettagli sulla vicenda che potrebbero mettere nei guai lo steward Mika Salo.

F1 GP Russia 2020, Sochi: il momento in cui Hamilton (Mercedes AMG F1) ha commesso l'infrazione

MESSAGGI SOSPETTI Il finlandese – la maggior parte dei tifosi lo ricorderà come sostituito di Michael Schumacher in Ferrari dopo l’infortunio di Silverstone 1999 – che ieri era commissario-pilota all’interno del collegio giudicante che ha inflitto la penalità a Hamilton, potrebbe aver fatto trapelare all’emittente finnica C-More (per la quale oltretutto ha spesso lavorato negli anni passati) le notizie sulla penalità ancor prima dell’ufficialità della stessa. A destare sospetti è stato soprattutto il fatto che il telecronista Niki Juusela avesse annunciato la sanzione di dieci secondi ancora prima della partenza e cioè con una decina di minuti d’anticipo rispetto alla comunicazione Fia, arrivata solo nel corso del settimo giro. Una situazione peraltro non inedita, visto che la tv finlandese anche in altre occasioni è apparsa molto ben informata sulle scelte della Direzione gara, specialmente quando Salo è parte del collegio giudicante. L’ex ferrarista, tra l’altro, è stato anche inquadrato dalle telecamere Fom con il cellulare a portata di mano nei momenti concitati in cui si discuteva la penalità da infliggere al campione inglese.

F1 GP Russia 2020, Sochi: Mika Salo (FIA) beccato con il cellulare durante le discussioni sulla penalità

IL GIALLO DEI PUNTI Altro particolare interessante che emerge da questa ricostruzione è quello relativo ai punti di penalità sul patentino Fia di Hamilton. Il telecronista finlandese Juusela aveva infatti inizialmente riportato la notizia dei due punti di penalità per ognuna delle infrazioni: un clamoroso 2+2 che avrebbe costretto Lewis a saltare la prossima gara al Nurburgring, riaprendo di fatto i giochi per il titolo. Forse un eccesso di fretta da parte di Salo nel comunicare all’amico giornalista l’esito delle discussioni in Direzione gara, dato che poi la scelta è stata quella di una più mite sanzione di 2 punti totali che avrebbero portato il leader del mondiale “solo” a quota 10 dei 12 punti disponibili sulla Superlicenza Fia. In serata, come vi abbiamo anche raccontato ieri, è poi arrivata una parziale assoluzione nei confronti di Hamilton, con la sanzione dei due punti patente commutata in 50.000 euro di multa ai danni della Mercedes.

F1 GP Russia 2020, Sochi: Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1) contrariato dopo la bandiera a scacchi

LA DIFESA Interpellato in proposito dal quotidiano finlandese Italheti, Mika Salo ha comunque negato ogni addebito: “Non ho nient’altro da dire, se non che si tratta di una completa stronzata. Durante una diretta, ognuno può scrivere o dire ciò che vuole, quindi si dovrebbero verificare i fatti e chiedere direttamente ai commentatori dove hanno preso certe informazioni. Il problema è che, come steward, non puoi accontentare tutti e chi subisce delle penalità spesso si arrabbia. Dopo una decisione su Verstappen tre anni fa ad Austin (quando Max aveva scavalcato Raikkonen a tre curve dalla fine passando con tutta la macchina tra cordolo e via di fuga, ndr), ho ricevuto minacce di morte. Il classico comportamento da stronzi…”.

IL PROBLEMA SCOMMESSE In ogni caso, una vicenda brutta brutta, che certamente farà poco piacere alla Federazione, già nell’occhio del ciclone per aver comunicato così in ritardo la penalità a Hamilton, che in effetti ha commesso l’infrazione più di 20 minuti prima del giro di formazione e che quindi avrebbe potuto pagare con l’arretramento in griglia piuttosto che con dieci secondi da scontare al pit-stop. A complicare ulteriormente la vicenda c’è anche il disagio delle agenzie di scommesse, che hanno visto la gara partire con un grande favorito quasi subito “azzoppato” da una penalità però già nota ben prima del via. Un pasticciaccio che indubbiamente non aiuta la Fia, già spesso accusata dai tifosi di essere parziale e di favorire alcuni competitor…


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