C’è un detto popolare che recita “se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”. È un po’ il senso del progetto che Volkswagen sta portando avanti per la ricarica delle auto elettriche. Spesso su questo argomento si lamenta, soprattutto in alcuni Paesi, della scarsità dei punti di ricarica. Perché allora non invertire la logica e invece che dare all’automobilista l’onere di cercare la colonnina più vicina non permettere che sia questa che lo raggiunga dove si trova? Un concetto che appare futuristico, ma che è più reale di quanto si possa pensare.
Come funziona il robot
Volkswagen Group Innovation ha infatti presentato a Dresda un robot di ricarica mobile che rientra nell’ambito del progetto europeo MOBILITIES for EU, iniziativa Smart Cities cofinanziata dall'UE. Il prototipo di questo robot è un veicolo autonomo a sei ruote che integra un braccio robotico con cavo e presa di ricarica, che resta ripiegato sotto un pannello durante gli spostamenti. La batteria integrata ha una capacità di 55 kWh. Il robot è progettato per inserire il connettore sia in modalità autonoma sia manuale, e può operare in qualsiasi contesto dove vincoli strutturali o economici rendono impossibile installare colonnine fisse, come per esempio aree eventi, strutture storiche e parcheggi in zone alluvionate.
Il caso d'uso nel quale Volkswagen ha mostrato in funzione il robot è lo Sportpark Ostra di Dresda. Si tratta di un’area multifunzionale che ospita 28 impianti sportivi, tra cui lo stadio Heinz Steyer e la fiera cittadina. Il problema nella zona è noto e sentito. Durante i grandi eventi, infatti, l'afflusso di veicoli è enorme, ma nel quotidiano il traffico è scarso. Questo vuol dire che per le logiche di mercato, installare colonnine fisse non è economicamente sostenibile. Il robot risolve questo problema portando la ricarica dove serve, quando serve.
L'idea, lo sappiamo, non è nuova. Qualche settimana fa abbiamo raccontato come in Cina esistono già robot di ricarica sviluppati da startup come Eraergy e da CATL con il suo CharGo. Va anche ricordato che l'idea non è nuova nemmeno per Volkswagen stessa. Il concept del robot di ricarica era stato infatti presentato già nel 2019, ma solo oggi arriva alla fase di test su strada in un contesto reale.
L’aspetto interessante del prototipo di Volkswagen è che, oltre a essere Volkswagen, è stato pensato per le aree urbane dove non è possibile o non conviene installare le colonnine di ricarica. I robot cinesi, infatti, vengono utilizzati soprattutto in parcheggi privati e aree di servizio lungo la rete autostradale. Resta comunque il fatto che un costruttore come Volkswagen stia sviluppando una tecnologia che potrebbe avere importanti utilizzi e implicazioni. Per il momento Volkswagen prevede di sviluppare e testare due esemplari, ma in futuro questo tipo di servizio potrebbe diventare più ampio.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



