BYD ha introdotto da poco le nuove batterie Blade Battery 2.0 che possono essere ricaricate ad altissima potenza grazie alle stazioni Flash Charging in grado di erogare una potenza di ben 1.500 kW. Tradotto in numeri, in soli 9 minuti è possibile passare dal 10% al 97% di carica. Numeri importanti che mostrano quanto la tecnologia delle batterie stia facendo importanti passi avanti. Tuttavia, dopo il clamore iniziale, c'è chi ha iniziato a fare una serie di test di ricarica per verificare effettivamente se le prestazioni promesse sulla carta si traducessero in realtà. Durante questi test, è emerso che durante la ricarica ad altissima potenza, la temperature delle celle della batteria è salita molto fino a raggiungere picchi attorno ai 70 gradi. Quanto scoperto, ha sollevato dubbi sull'affidabilità delle batterie a lungo termine.
Sul caso, è intervenuto Sun Huajun, CTO della divisione batterie di BYD, che ha affrontato lo scetticismo spiegando che grazie ai passi avanti nello sviluppo delle batterie, non ci sono problemi se si raggiungono oggi temperature così elevate in ricarica.
Ricaricare ad altissima potenza non è un problema per le batterie
La potenza di ricarica così elevata ha scatenato un dibattito tra gli esperti e alcuni sostengono che questi livelli vadano inevitabilmente a generare un calore eccessivo che alla lunga può danneggiare le batterie, compromettendo la durata e l'affidabilità. Sun Huajun ha liquidato queste preoccupazioni perché basate su ''esperienze obsolete'', aggiungendo che ogni ''salto'' in avanti nelle potenze di ricarica veniva inizialmente accolto con affermazioni del tipo ''danneggerà la batteria''.
I 70 gradi erano un limite concettuale del passato. Sun ha infatti spiegato che la struttura delle Blade Battery e il nuovo sistema di climatizzazione del pacco batteria garantiscono un'efficiente gestione del calore. BYD ha inoltre ottimizzato le dimensioni della batteria per ridurre la resistenza interna e garantire una distribuzione uniforme della temperatura. Secondo Sun, l'azienda ha effettuato oltre 1.000 cicli completi di ricarica rapida e simulato viaggi a lunghissima distanza per verificarne l'affidabilità prima della produzione di massa.
Il futuro delle batterie LFP
Oltre a spiegare che ricaricare ad altissima potenza oggi non è un problema, il CTO della divisione batterie di BYD ha voluto replicare anche a CATL secondo cui l'utilizzo di batterie LFP in veicoli premium rappresenterebbero un ''peggioramento''. Sun al riguardo ha citato come esempio la Yangwang U9, una supercar elettrica in grado di raggiungere prestazioni elevatissime e dotata di battere LFP. Pur riconoscendo l'attuale densità energetica dei sistemi LFP, circa 130-140 Wh/kg, Sun pensa che vi siano ancora ampi margini di miglioramento. In ogni caso, BYD sta guardando in diverse direzioni e sta lavorando sulle batterie agli ioni di sodio e su quelle allo stato solido.
Fonte: CarNewsChina
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