Ah, i tempi in cui i teenager al volante si limitavano a scrivere messaggi. Oggi invece puntano direttamente alla carriera da creator, direttamente in corsia di sorpasso.
Secondo i nuovi dati della statunitense NHTSA, nel 2023 negli USA la distrazione alla guida ha firmato 3.275 morti e oltre 300 mila feriti. Ma non parliamo più del classico “sto arrivando”, bensì di TikTok, Instagram, livestream e tutto il catalogo dell’idiozia on‑the‑road.
(l'immagine di copertina è generata dall'AI, ma la realtà non è troppo distante ahimé)

Gli esperti confermano che la deriva è chiara: si è passati dal testo allo scroll, dallo scroll al video, dal video alla diretta. E i più giovani - 16-20 anni, la fascia che domina le statistiche dei crash da distrazione - lo ammettono candidamente: “Guardo un TikTok al volo”. Al volo, sì. Letteralmente.
E infatti gli incidenti non mancano. Le cronache riportano di streamer che corrono in BMW M3 e Dodge Charger mentre trasmettono live, una donna che investe un pedone mentre è in diretta su TikTok, un altro che centra un’auto della polizia guardando YouTube., etc. La selezione naturale, però, non funziona abbastanza in fretta.

Le leggi? Quasi tutti gli Stati (eh già, ''quasi'' tutti...) vietano già il telefono in mano, ma i furbi aggirano il problema usando gli schermi dell’auto, spesso “sbloccati” con dongle aftermarket. Così il touchscreen diventa il nuovo cinema multisala, con tempi di reazione peggiori di quelli sotto alcol o cannabis. Complimenti a tutti.
Ora negli USA i legislatori cercano di tappare anche quest’ultima falla, pensando a divieti specifici per livestream dal sedile di guida. Nel frattempo, sulle strade americane (ma non solo...), la vera modalità autonoma è quella del cervello.



