Autore:
Lorenzo Centenari

FIGLI E FIGLIASTRI Pugno duro, ma coi dovuti distinguo. Qualora il cellulare venga usato per chattare, navigare o ridere di un video virale, il pugno si trasforma in un buffetto, e la patente è salva. Questa - ahimé - la proposta dell'onorevole Giuseppe Donina, deputato leghista intervenuto in merito alla bozza di riforma del Codice della Strada, in particolare del passaggio che disciplina l'uso dello smartphone al volante, o di altri dispositivi audiovisivi.

QUI MONTECITORIO "Non si può inibire del tutto l'uso del cellulare alla guida. Quello che deve passare - sostiene Donina - è il messaggio che non ci si può distrarre, ma è diverso se, per esempio, si controlla lo smartphone per verificare la direzione che si sta prendendo, o per consultare i social network". La riforma del Codice, art. 173 compreso, è al vaglio della commissione Trasporti della Camera. "Con i tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si sta cercando la formulazione ideale. Il tema è delicato, l'approdo in Aula - svela - è previsto per il mese di giugno".

PARADOSSI Quindi, se abbiamo capito bene: in base al progetto di riforma (un disegno del quale si parla dallo scorso anno, ma del quale non risulta ancora alcun concreto effetto), per l'uso improprio del cellulare alla guida è previsto un sostanziale inasprimento delle sanzioni, ovvero multe dell'importo più che raddoppiato rispetto al quadro odierno (da un minimo di 422 euro a un massimo di 1.697 euro), inoltre la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi sin dal primo episodio di trasgressione, con la durata della punizione maggiorata in caso di reiterazione della violazione nel biennio. Perché, ora, risparmiare dalla legge chi non viene sorpreso in conversazione, ma ugualmente è colto a "smanettare" con lo smartphone?

SOLLEVAZIONE La levata di scudi contro la proposta di graziare l'utilizzo del telefono "manuale" anziché vocale giunge da ogni parte. "E' semplicemente vergognoso - tuona il Codacons - affermare che vi siano differenze a seconda che il cellulare venga usato per parlare, o per chattare sui social network. L'utilizzo del telefonino alla guida crea distrazione in ogni caso, indipendentemente che si invii un messaggio, si risponda a una telefonata, si consulti una mappa. Se verranno fissati paletti, la riforma del Codice della Strada perderà qualsiasi utilità. E il Codacons denuncerà i parlamentari responsabili per attentato alla sicurezza dei trasporti".

POLIZIA DISARMATA Dello stesso avviso l'Asaps (l'Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale): "Prevedere distinzioni nelle modalità dell'utilizzo del cellulare alla guida - afferma il presidente Giordano Biserni - significa vanificarne il potenziamento del contrasto in discussione alla commissione Trasporti. Già alle condizioni attuali, le violazioni contestate sono poche. Quale agente, ora, potrebbe mai dimostrare l'uso del cellulare di notte, o sotto pioggia battente, neve, nebbia, etc.? Si creano i presupposti per ricorsi seriali al Giudice di Pace".

NON SCHERZIAMO Chi ci legge, sa infine come la pensiamo noi della redazione. Impugnare lo smartphone mentre si guida è un gesto irresponsabile per sé e per gli altri sia che l'intenzione sia di rispondere a una telefonata, sia SOPRATTUTTO quella di leggere o (o peggio ancora, scrivere) un contenuto sul display. Impegnando così non solo le mani, ma anche distogliendo lo sguardo dalla strada. Confidiamo nel buon senso dei politici.


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