Autore:
Lorenzo Centenari

NUOVE DROGHE Sempre più la cronaca e la letteratura si riferiscono ad essa come alla "sbornia del Terzo Millennio". A generare dipendenza patologica sarebbe una sostanza chimica che si chiama "distrazione". Quella, in particolare, che matura abusando di dispositivi mobili. Un demone che rapisce la nostra mente, provocando danni sia se siamo al riparo delle mura domestiche, sia (in misura esponenziale) quando sediamo al volante della nostra auto.

QUA LO SMARTPHONE Gli incidenti stradali che tra le concause includono l'uso improprio del cellulare alla guida sono in crescita continua, che ne pensa la Polizia? Che in caso di sinistri con vittime o feriti gravi, oltre alle sanzioni civili e penali già previste dal Codice, all'automobilista colpevole andrebbe inflitto il sequestro dello smartphone, del tablet, o di qualunque device ne abbia succhiato la concentrazione, per il tempo anche di un mese.

PIAGA SOCIALE "Siamo connessi 24 ore su 24 - spiega Roberto Sgalla, direttore della Polizia Stradale - e non accettiamo più di non esserlo nemmeno alla guida". Il fenomeno della smartphone/social dipendenza colpisce in modo trasversale: giovani e meno giovani, uomini e donne, automobilisti e autotrasportatori. " Multe e sottrazione dei punti patente - sottolinea Giordano Biserni di Asaps, Associazione amici della Polizia Stradale - non spaventano. Dobbiamo arrivare al sequestro per un mese del cellulare?".

IL CASO FRIULI In attesa che la politica si occupi dell'argomento, le Procure di alcune province italiane del Nord Ovest già hanno preso iniziativa in modo autonomo. Autorizzando gli agenti, in presenza di incidenti con vittime, lesioni gravi o gravissime, a sequestrare sul luogo i dispositivi mobili del conducente, e ad accertare l'eventuale attività vocale o tattile al momento del sinistro. 

CRISI DI ASTINENZA La proposta delle Forze dell'ordine si fonda sulla consapevolezza di quale privazione sarebbe chiamato ad affrontare un individuo nel momento in cui dovesse allontanarsi dal proprio smartphone non per qualche ora, non per qualche giorno, bensì addirittura per un mese intero. La Polizia gioca sul cosiddetto FOMO, "Fear of missing out", il terrore di sentirsi esclusi. Per tanti di noi, un incubo addirittura peggiore del ritiro patente.


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