Sono le 7:30 del mattino di un giorno qualunque, in Virginia, quando una Chrysler Pacifica decide di trasformarsi in un gigantesco popcorn metallico. A innescare la cottura, secondo la polizia, sarebbe stato il gesto più antico del mondo: accendere una sigaretta.
Peccato che a bordo ci fosse anche una bombola di propano che perdeva, chiusa nell’abitacolo come un ospite scomodo a cui nessuno ha aperto il finestrino.

Il risultato: tetto strappato via come carta stagnola, portiere e vetri sparsi nei giardini dei vicini, componenti volati per oltre 30 metri. La conducente, miracolosamente viva, è stata trovata tremante sul marciapiede, con ustioni paragonate a una “scottatura solare molto arrabbiata”.
I residenti raccontano che l’onda d’urto ha fatto cadere i quadri dalle pareti. Gli investigatori, più che CSI, qui sembrano chiamati a fare educazione civica: il propano è diffuso sì, ma anche estremamente volatile. E le bombole, dicono gli esperti, andrebbero trasportate in verticale, ben fissate, in un ambiente ventilato. Non in un minivan chiuso. E soprattutto non mentre si fuma.

La polizia parla di incidente, ma ha comunque assegnato un detective ai “crimini maggiori”. Perché quando un minivan esplode come un film di Michael Bay, qualcuno deve pur mettere una firma.
Morale amara, da appendere sul cruscotto: il propano è un ottimo alleato di barbecue e caminetti. Finché non gli si dà un motivo per ricordarci che è un gas infiammabile. E le sigarette, in auto, non sono mai state una grande idea. Con una bombola a bordo, diventano un test di Darwin.
Fonte: Jalopnik


