Le auto elettriche, negli ultimi anni, hanno riscritto le regole delle prestazioni. Coppia immediata, accelerazioni fulminee e risultati ripetibili al decimo di secondo le hanno rese protagoniste sulle piste di drag race.
Ma a ogni medaglia corrisponde il suo rovescio, e quello della mobilità a batteria si chiama sicurezza. Un tema talmente serio da aver portato uno storico impianto statunitense a una decisione drastica.
Dal 8 gennaio 2026, l’Orlando Speed World Dragway, uno dei punti di riferimento per le gare di accelerazione in Florida, ha vietato l’accesso a tutte le auto 100% elettriche, sia per le competizioni sia per le sessioni di test.
Le ibride restano ammesse, ma per le elettriche pure – stradali o costruite appositamente per correre – la porta è chiusa. Senza eccezioni e con effetto immediato.
La direzione dell’impianto ha spiegato la scelta con una nota ufficiale, arrivata dopo un’analisi approfondita dei protocolli di emergenza e un confronto con i servizi di sicurezza.
La conclusione, secondo i responsabili della pista, è stata inevitabile: i rischi legati alle auto elettriche superano le capacità di intervento attualmente disponibili.

Le criticità non sono poche. Un pacco batterie danneggiato può rilasciare gas tossici o altamente infiammabili, mentre dopo un incidente non è sempre garantito che le porte si sblocchino automaticamente.
Ancora più delicata la situazione per i soccorritori: stabilire se un’auto elettrica sia completamente disalimentata non è immediato, e in caso di pilota incosciente il rischio è di trovarsi davanti a un veicolo strutturalmente integro ma ancora elettricamente attivo.
Anche il semplice recupero del mezzo può diventare un problema, perché alcuni EV non possono essere trainati con facilità una volta scollegata l’alimentazione.
E poi c’è il capitolo più temuto: gli incendi delle batterie. Diversamente dai roghi tradizionali, quelli degli accumulatori al litio richiedono procedure e attrezzature specifiche.

Tra queste, speciali coperte termiche, enormi quantità d’acqua, immersione totale o addirittura seppellimento del veicolo. Ogni corpo dei vigili del fuoco ha il suo metodo, ma tutti concordano su un punto: servono mezzi adeguati. Mezzi che l'Orlando Speed World ammette di non avere.
Va detto che molte piste di drag race, soprattutto a livello amatoriale, sopravvivono con budget ridotti, personale limitato e spesso volontario. Non sono strutture paragonabili ai grandi circuiti professionistici.
Prepararsi a gestire il peggior scenario possibile con un’auto elettrica non significa comprare un estintore in più, ma investire cifre importanti in formazione e infrastrutture. La decisione di Orlando è comprensibile, dunque, anche se destinata a far discutere.
Resta ora da capire se quello della Florida sarà un caso isolato o il primo segnale di una tendenza destinata a diffondersi. Perché se le elettriche continuano a spingere sempre più forte, il mondo delle corse dovrà trovare il modo di stargli dietro. Anche – e soprattutto – sul fronte della sicurezza.



