C’è chi insegue l’overlanding minimalista, chi sogna la van life, e poi c’è chi decide che la vita è troppo breve per non guidare un Geo Tracker cingolato color puffo psichedelico.

Breve storia buffa: il Geo Tracker era un mini SUV introdotto nel 1988 e sviluppato da CAMI, una joint venture tra General Motors Canada e Suzuki. La produzione, passata sotto diverse insegne, cessò nel 2016.
L’esemplare all’asta su Bring a Trailer, annata 1993 e leggerissimamente elaborato, è la risposta definitiva alla domanda che nessuno aveva mai osato formulare: “Posso scalare una baita, attraversare un bosco e sembrare uscito da un cartone anni ’90?”.

Il quattro cilindri da 80 cv è lì solo per farti compagnia, perché con i cingoli Camso al posto delle ruote questo Tracker non si guida: si punta, come un missile da cortile. Rocce, colline, casette prefabbricate, fauna distratta… tutto diventa topografia secondaria. L’unico vero nemico resta il lago, perché quello sì, serve ancora un volante per aggirarlo.

Il restauro è un manifesto estetico: paraurti in metallo, snorkel, fari KC, tetto smontabile rivestito in bedliner e una livrea blu-rosa che sembra uscita da un rave eco-sostenibile. C’è pure la griglia da barbecue sul gancio traino, perché l’avventura è bella, ma la salsiccia è sacra.

Pesa meno di un Raptor, consuma come un Raptor, ma fa più scena di un Raptor. E soprattutto non ti prende sul serio, che è la qualità più rara nel mondo dell’off-road contemporaneo.
Se vuoi ritrovarti perdendoti, e farlo con stile da mascotte cyberpunk, questa è la tua occasione. Ah, il prezzo? Stracciato: base d'asta, 5.500 dollari. Ah, piccolo particolare: si trova a Denver, Colorado.





