Quella di restringere il proprio fuoristrada di punta sembra stia diventando una moda, da quando Toyota ha deciso di seguire le orme di Mercedes quanto allo sviluppo verso il basso della gamma del suo modello Land Cruiser.
la nuova Toyota Land Cruiser FJ è infatti una 4x4 compatta con telaio a longheroni separato pensata per chi cerca la sostanza dei veri fuoristrada senza dover guidare un camion. Se hai seguito le indiscrezioni sui futuri modelli compatti da sterrato — compresa la tanto chiacchierata ''Baby G'' della Stella — capirai subito la filosofia.
Dimensioni e piattaforma: una vera 4x4 nel corpo di una crossover
Rispetto alla vecchia FJ Cruiser del 2006, la nuova Land Cruiser FJ cambia proporzioni: è più alta di circa 12 cm, ma è più corta, stretta e con un passo ridotto di oltre 10 cm. Non si tratta dell'erede diretta di quel modello, quanto piuttosto di un'interpretazione moderna dell'avventura in formato tascabile.
L'impronta a terra è simile a quella di una Corolla Cross, ma sotto la carrozzeria la musica cambia radicalmente. Toyota ha scelto una piattaforma a longheroni e traverse in acciaio, la ricetta classica dei fuoristrada di razza. Il passo corto e le carreggiate strette non sono limiti, anzi: sulla carta garantiscono una maneggevolezza eccezionale nei passaggi tecnici e sui sentieri più stretti.
Meccanica classica: robustezza prima dell'elettrificazione
Sotto il cofano non troverai batterie o complessi sistemi plug-in. La Land Cruiser FJ punta sul collaudato motore benzina 2.7 quattro cilindri (2TR-FE) abbinato a un cambio automatico a sei rapporti. Con 163 CV e 246 Nm di coppia, le prestazioni non sono da pista, ma parliamo di un'unità indistruttibile che ha già dimostrato il suo valore su milioni di Tacoma e 4Runner in giro per il mondo.
A completare la dotazione tecnica ci sono 21,5 cm di altezza da terra e un angolo di attacco di 31 gradi, oltre a sospensioni anteriori a doppio triangolo e un ponte rigido posteriore. In fuoristrada, per intenderci, ha poco da invidiare a mezzi ben più imponenti.
Tra Land Cruiser FJ e Baby G la differenza è filosofica
Se provi a guardare oltre l'effetto nostalgia, capisci subito la diversa visione che muove i due progetti. La Toyota Land Cruiser FJ segue la filosofia analogica: un telaio a longheroni di tipo tradizionale, un motore a benzina privo di elettrificazione e zero complicazioni, per garantire massima sostanza e facilità di riparazione nei luoghi più remoti.
La Mercedes Baby G, al contrario, sceglie la via della digitalizzazione e della transizione energetica. La Casa di Stoccarda punta infatti su un'architettura modulare predisposta per propulsori 100% elettrici o ibridi, affidando la trazione su sterrato al software e alla gestione elettronica della coppia, anziché ai bloccaggi meccanici di una volta. Da una parte la concretezza del ferro, dall'altra la precisione del chip: due modi diametralmente opposti di interpretare la fuoristrada compatta di domani.
La sindrome da Suzuki Jimny e il dilemma del mercato
Qui nasce il paradosso. In mercati come quello europeo, la maggior parte degli acquirenti predilige crossover monoscocca dall'aspetto muscoloso ma dal comportamento stradale rilassante. Modelli come la Toyota RAV4 offrono più cavalli e consumi ridotti, pur sacrificando la vera mobilità off-road.
La Land Cruiser FJ rischia dunque di diventare un modello riservato principalmente al Giappone e ad alcuni mercati emergenti dove l'asfalto finisce prima del previsto.
Un’eredità pesante in un formato accessibile
Toyota ha fatto una scelta precisa: rendere la leggendaria famiglia Land Cruiser accessibile a un pubblico più ampio, sia per prezzo sia per ingombri. In Giappone la nuova Land Cruiser FJ costa l'equivalente di 25.150 euro circa, ossia dal 20 al 26% in meno della Land Cruiser 250 full size che sul mercato locale si colloca tra 31.000 e 34.0000 euro al cambio attule (ma che una volta arrivata in Italia attacca a 84.000 euro).
Certo, per il tragitto casa-ufficio su nastro d'asfalto un SUV ibrido resta più comodo ed efficiente. Ma se quello che cerchi è un mezzo da fuoristrada reale a un prezzo competitivo, questa piccola FJ ha tutte le carte in regola per dire la sua. Sempre che arrivi anche in Italia, cosa per il momento assai dubbia visto che, dal lancio in Giappone lo scorso maggio, non è ancora stata confermata.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.






