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Regolamento AFIR, cos'è e cosa cambia per le auto elettriche


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1 ora fa - Auto elettriche e ricarica, cosa prevede il regolamento AFIR

Il regolamento AFIR introduce nuovi standard per la ricarica delle auto elettriche
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In questi giorni si sente molto parlare del regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation, testo UE 2023/1804) e di quello che cambierà per le auto elettriche a partire dal 2027. In realtà non è una cosa nuova. Si tratta di un regolamento che stabilisce obiettivi nazionali obbligatori per gli Stati membri dell’Unione Europea per la realizzazione di un’infrastruttura dedicata ai combustibili alternativi, in particolare per i veicoli elettrici e a idrogeno.

In termini semplici, al suo interno troviamo degli standard che i Paesi membri UE come l'Italia devono rispettare per la realizzazione di tale infrastruttura. Regolamento che prevede diversi step e obiettivi da raggiungere entro un certo lasso di tempo. Il regolamento AFIR è quindi molto importante per lo sviluppo della mobilità elettrica dato che si occupa dell'infrastruttura di ricarica.

I punti chiave del regolamento

Per quanto riguarda le infrastrutture dedicate alle autovetture e ai furgoni elettrici, i Paesi membri devono garantire che le stazioni di ricarica accessibili al pubblico siano installate proporzionalmente al numero di veicoli immatricolati, secondo questo schema:

  • per ciascun veicolo elettrico immatricolato, una potenza totale pari ad almeno 1,3 kW;
  • per ciascun veicolo ibrido plug-in immatricolato, una potenza totale pari ad almeno 0,80 kW

Auto elettrica in ricarica - Foto di myenergi su UnsplashAuto elettrica in ricarica - Foto di myenergi su Unsplash

Ci sono poi degli obiettivi infrastrutturali lungo la rete stradale transeuropea dei trasporti (RTE-T) che i Paesi membri devono rispettare con precise scadenze temporali. Quali sono?

  • Entro il , un gruppo di stazioni di ricarica con una potenza di uscita di almeno 400 kW (che comprende almeno un punto di ricarica di 150 kW) almeno ogni 60 km sulla rete centrale RTE-T in ciascuna direzione di viaggio; entro il , ogni gruppo deve fornire una potenza di uscita di 600 kW e comprendere almeno due punti di ricarica da 150 kW.
  • Entro il , su almeno la metà della rete globale RTE-T, ogni gruppo di stazioni di ricarica deve fornire una potenza di uscita pari ad almeno 300 kW e includere almeno un punto di ricarica da 150 kW, e su tutta la lunghezza entro il .
  • Entro il , ogni gruppo di stazioni di ricarica deve offrire almeno 600 kW e comprendere almeno due punti di ricarica da 150 kW.

Pagamenti semplificati, anche con carta di credito

Una parte importante del regolamento riguarda anche i pagamenti delle ricariche che devono essere semplificati. Infatti, presso le colonnine si deve poter pagare anche utilizzando le normali carte di credito/debito. Inoltre, i prezzi (a kWh, a tempo o a singola sessione) devono essere comunicati chiaramente agli utenti finali prima dell’inizio di una sessione di ricarica. Insomma, prezzi chiari e niente sorprese al termine della ricarica.

Perché si parla del primo gennaio 2027?

Da questa data, cioè tra pochi mesi, le colonnine per la ricarica della auto elettriche dovranno essere interconnesse digitalmente per semplificare la vita agli utenti e sempre dal primo dal primo gennaio 2027 dovranno essere possibili i pagamenti senza app anche per le colonnine da 50 kW.

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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).

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