Chi intende passare alle auto elettriche sa che dovrà fare i conti con un diverso modo di gestire la propria vettura, in particolar modo facciamo riferimento all'aspetto della ricarica. Tra prese Schuko, wallbox, colonnine ''lente'' e ''rapide'', app, tessere e prezzi differenti tra operatore a operatore, l'inizio può davvero disorientare. Alla fine, però, è solo una questione di abitudine.
Proviamo quindi a mettere un po' ordine, con l'obiettivo di lasciarvi con le idee chiare la prossima volta che dovrete fare il pieno di energia alla vostra auto elettrica.
- Ricaricare a casa: la soluzione più comoda (quando è possibile) e meno costosa
- I connettori: la giungla delle spine
- Le colonnine pubbliche: lente, Fast e Ultra Fast
- Ricaricare in viaggio: come organizzarsi senza ansia da autonomia
- Quanto costa ricaricare: casa contro colonnina pubblica
- Solo questione di abitudine
Ricaricare a casa: la soluzione più comoda (quando è possibile) e meno costosa
Per chi ha un box auto o comunque un posto auto privato, la ricarica casalinga resta la scelta più conveniente e meno stressante, oltre a essere la meno costosa. Si arriva a casa la sera con la batteria scarica e al mattino si trova l'auto pronta. Come si ricaricare l'auto a casa? Due sono le strade principali.
Ricarica dalla presa domestica (Schuko)
Si tratta della soluzione più semplice ma anche la più lenta dato che normalmente nelle case si trovano impianti con contratti da 3 kW. Se non si va ad aumentare la potenza a disposizione, fare il pieno di energia può richiedere anche molte ore. Va bene per chi percorre pochi chilometri al giorno e ricarica ogni notte, meno per chi ha bisogno di recuperare autonomia in fretta.
Attenzione anche all'impianto elettrico di casa: usare per ore una presa non pensata per un carico continuo di questo tipo può essere rischioso, meglio farla verificare da un elettricista prima di affidarsi a questa soluzione in modo regolare. Serve un impianto elettrico ben dimensionato. Ecco perché per chi ricarica a casa, la soluzione migliore è probabilmente la prossima.

Ricaricare dalla wallbox
È l'investimento che chi guida elettrico dovrebbe fare se possiede un box. Una wallbox domestica può erogare fino a 7,4 kW (monofase) o 22 kW (trifase) a seconda dell'impianto, anche se la potenza reale a cui l'auto ricarica dipende sempre dal caricabatterie di bordo, non solo dalla colonnina. Con una wallbox da 7,4 kW, una batteria da 60 kWh a livello teorico si ricarica da zero in circa 8 ore.
Il costo di installazione varia parecchio in base alla distanza dal contatore, alla necessità di lavori e alla potenza scelta, ma orientativamente si parla di qualche centinaio di euro fino a oltre mille euro per gli impianti più complessi. In Italia, poi, esistono periodicamente incentivi statali o regionali per l'acquisto e l'installazione: vale sempre la pena controllare cosa è attivo al momento, perché le finestre di agevolazione cambiano spesso e non sempre vengono pubblicizzate a dovere.
I connettori: la giungla delle spine
Ed è qui che si crea più spesso la maggiore confusione e quindi conviene fare chiarezza.
Type 2 (Mennekes)
Si tratta dello standard europeo per la ricarica in corrente alternata (AC), sia in ambito domestico che pubblico. Praticamente tutte le auto vendute in Europa lo montano, comprese le Tesla europee.
CCS Combo 2
Stiamo parlando del connettore standard per la ricarica rapida in corrente continua (DC) in Europa. In pratica, è un connettore Type 2 con due contatti aggiuntivi nella parte inferiore, pensati proprio per la potenza elevata della corrente continua. La stragrande maggioranza delle colonnine fast e ultra-fast installate oggi in Italia e nel resto d'Europa utilizzano questo standard.
CHAdeMO
Oramai in disuso, si tratta connettore di origine giapponese, montato per anni su modelli come la Nissan Leaf. È in fase di progressivo abbandono in Europa dato che i produttori si sono ormai allineati sullo standard CCS Combo 2, e anche i cotruttori giapponesi lo hanno adottato.
Tesla (NACS/Supercharger)
In Europa Tesla ha adottato da tempo i connettori Type 2 e CCS Combo 2, abbandonando il proprio standard proprietario usato invece negli Stati Uniti. Le colonnine Supercharger in Europa sono quindi utilizzabili, salvo alcuni casi, anche dalle auto elettriche di altri marchi
Le colonnine pubbliche: lente, Fast e Ultra Fast
Le colonnine pubbliche sono tutte uguali? Assolutamente no.
Ricarica lenta
Le colonnine in corrente alternata sono anche chiamate Quick è solitamente offrono potenze fino a 22 kW. Non sono adatte a chi ha fretta ma sono molto comode per ricaricare mentre si fa la spesa, mentre ci si trova al ristorante o comunque non si ha bisogno di ripartire velocemente.
Ricarica Fast (DC, 50-100 kW)
Sono le classiche colonnine fast che si trovano lungo le strade extraurbane e in alcune aree di servizio. Permettono di recuperare buona parte della batteria in 30-40 minuti, a seconda del modello di auto e dello stato di carica di partenza.
Ricarica Ultra Fast (DC, da 100-150 kW fino a oltre 350 kW)
Sono le colonnine di ultima generazione, quelle che si trovano sempre più spesso lungo le autostrade italiane a marchio Ionity, Enel X Way, A2A, Free To X e altri operatori. Con un'auto predisposta per potenze elevate, in 15-20 minuti si può passare dal 10 all'80% di carica. Va detto però che raramente un'auto riesce a ''incassare'' davvero tutta la potenza dichiarata dalla colonnina: dipende dall'architettura elettrica del veicolo (le auto a 800 V, come alcune Hyundai, Kia e Porsche, tendono a sfruttare meglio le potenze più alte rispetto a molte concorrenti a 400 V).
Ricaricare in viaggio: come organizzarsi senza ansia da autonomia
Chi affronta un lungo viaggio in elettrico impara presto che le soste vanno pianificate. Gli ultimi modelli hanno i navigatori che pensano a questo ma è sempre bene buttare un occhio al percorso per capire dove fermarsi e cosa fare in caso di problemi.
Le app e i navigatori dedicati
Strumenti come A Better Routeplanner (ABRP), Chargemap, PlugShare o il navigatore integrato di molte auto elettriche moderne calcolano il percorso tenendo conto dell'autonomia reale, delle colonnine disponibili lungo la strada e persino della velocità di ricarica del vostro modello specifico. Sono probabilmente lo strumento più utile e comodo che si possa sfruttare.
Le carte di ricarica e i roaming
In Italia operano decine di gestori di colonnine (Enel X Way, A2A, Be Charge, Ionity, Free To X ed Electra solo per citarne alcuni), e non tutti hanno accordi di roaming reciproco. Avere una o due carte RFID di operatori con buona copertura, oppure affidarsi ad app aggregartici che permettono di pagare presso più reti con un unico account, evita brutte sorprese quando si arriva a una colonnina e non si riesce ad avviare la ricarica.
La regola dell'80%
Vale soprattutto in viaggio: la potenza di ricarica in corrente continua non è costante. Arrivati attorno all'80% della carica, la potenza può scendere drasticamente e quindi il pieno competo può richiedere molto tempo. Per questo motivo, in viaggio, spesso conviene fermarsi all'80% per accorciare le soste, piuttosto che aspettare il pieno completo.

Quanto costa ricaricare: casa contro colonnina pubblica
Tema molto discusso, perché la differenza di costo può essere notevole. Ricaricare a casa, soprattutto con una tariffa bioraria e programmando la ricarica nelle ore notturne, resta generalmente la soluzione più economica. Sebbene il costo per kWh dipende dal contratto di fornitura, è quasi sempre inferiore rispetto a quello praticato dalle colonnine pubbliche.
La ricarica pubblica, specie quella Fast e Utra Fast, ha invece un costo per kWh più alto. Alcuni operatori applicano tariffe differenziate se si è abbonati al loro servizio rispetto alla ricarica occasionale, quindi conviene sempre controllare le condizioni prima di partire.
Solo questione di abitudine
Spaventati? Ricaricare un'auto elettrica non è complicato, ma richiede di cambiare un po' le proprie abitudini rispetto al rifornimento tradizionale di un'auto a benzina. A casa, con una wallbox, la ricarica diventa molto semplice. In viaggio, invece, con un minimo di pianificazione tramite le app giuste, le soste diventano parte naturale del percorso, spesso coincidenti con una pausa caffè che si farebbe comunque.
Insomma, alla fine è solo una questione di abitudine, come in tutte le novità.
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).



