Batterie

Batterie auto elettriche, oltre 10 miliardi di profitti a rischio per l'Europa. Lo studio Deloitte


Avatar di Daniele Di Geronimo,

1 ora fa - Lo studio Deloitte individua i punti deboli della filiera europea.

Secondo Deloitte, l'Europa rischia di perdere oltre 10 miliardi di euro di profitti sulle batterie entro il 2030.
MotorBox, prima di tutti gli altri

Il settore delle batterie per le auto elettriche ha un impatto economico enorme, tanto che per l’industria europea la dipendenza dalla filiera asiatica ha un costo non indifferente. È quanto emerge dal nuovo Battery Maturity Assessment di Deloitte, uno studio che valuta quanto la filiera europea delle batterie sia vicina a raggiungere una vera sovranità industriale, o resti invece dipendente da realtà esterne. Secondo le previsioni, se non si interviene, l'industria automotive europea rischia di lasciare sul tavolo oltre 10 miliardi di euro di profitti entro il 2030 sulla produzione di batterie.

Una filiera ancora fragile e vulnerabile

Secondo Deloitte, le maggiori criticità della filiera europea non riguardano tanto la fase finale di assemblaggio, quanto i segmenti a monte e quelli intermedi. Quindi l’estrazione e la lavorazione delle materie prime e la produzione delle celle. È proprio lì, secondo lo studio, che si gioca la partita della competitività, della leadership tecnologica e della sovranità energetica del Vecchio Continente.

Entro il 2030 l'Europa dovrebbe produrre quasi 28 milioni di veicoli elettrici, con un fabbisogno di capacità produttiva di batterie vicino ai 2.000 GWh. La domanda che pone Deloitte è chi riuscirà davvero a intercettare il valore generato da questa crescita, e se l'Europa saprà costruire le competenze necessarie nella raffinazione dei materiali e nella produzione delle celle per garantirsi una quota significativa dei profitti futuri.

Uno dei punti centrali dello studio riguarda il crescente scarto tra le intenzioni strategiche e l'effettiva capacità di realizzazione industriale. Molte aziende continuano a considerare l'Europa un mercato attrattivo per gli investimenti nel settore delle batterie, ma faticano spesso a portare a termine i nuovi progetti. Non a caso alcuni Paesi, come la Spagna, hanno scelto di aprire direttamente ai costruttori cinesi pur di accelerare gli investimenti nella filiera. Secondo Deloitte, il vero limite dell'Europa non riguarda tanto la ricerca e l'innovazione, quanto l'industrializzazione, la maturità dei processi produttivi e la capacità di scalare la produzione in modo efficiente.

«Se i costruttori europei non riusciranno a competere con successo in questo mercato, ci aspettiamo una pressione ancora maggiore sulle vendite in futuro» ha dichiarato Harald Proff, a capo del settore automotive globale di Deloitte. Secondo Proff, industria e politica devono collaborare per ridurre la dipendenza dalla Cina. Sempre Proff ha poi aggiunto: «Il futuro delle batterie europee non si deciderà in laboratorio. Quello che conta davvero sono le prime 10.000 tonnellate di materiale, i primi 12 mesi di avvio della produzione e le prime crisi di resa su scala.»

FONTE: Deloitte

VEDI ANCHE



Tags

Resta aggiornato

MotorBox, prima di tutti gli altri

Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.

Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

Gli articoli di Daniele

Vedi anche