Tu chiamala, se vuoi, la “Lamborghini inglese”. Oppure - meglio - chiamala col nome proprio, Stormer (così ti risparmi possibili malintesi). Entriamo subito nel vivo con un video da YouTube.
Tirata fuori a forza dalla tana da Thomas Howarth, a.k.a. Horsepower Hunters, la Stormer è quel prototipo del 2004 che Land Rover portò al Salone di Detroit per “prendere d’assalto” la scena.
Missione compiuta: portiere a forbice sdoppiate, carrozzeria arancione Vesuvius, tetto in vetro e un look da SUV coupé quando il termine “SUV‑coupé” non esisteva ancora.
Dopo lo show, però, niente produzione: otto mesi di lavoro, zero omologazione e via dritta al British Motor Museum, dove è rimasta in posa teatrale per due decenni. Rimpianti?

Il pezzo forte, beh, sono le split scissor doors: la parte superiore sale verso il cielo, quella inferiore scende e diventa un gradino elettrico. Tutto comandato da telecomando, con una lentezza solenne che oggi fa quasi tenerezza.
Dietro, un portellone sdoppiato in stile Range Rover Sport, ma con un tocco più scenografico.

La tecnologia è 2004 e oggi sembra fantascienza… vintage:
- fari “crushed ice” con Bi‑Xenon orientabili in curva;
- telecamere al posto degli specchietti, vent’anni prima che diventasse una moda;
- schermi LCD che sbucano dai poggiatesta;
- interni in pelle “sella”, alluminio spazzolato e sedili ispirati al design scandinavo.

Sotto la carrozzeria, un piccolo giallo: nel 2004 Land Rover dichiarava un 4.2 V8 Supercharged da 400 CV, ma aprendo il cofano si scopre invece un 4.6 V8 aspirato con cambio automatico a quattro rapporti. Qualcuno è entrato di nascosto nel museo?
Nelle intenzioni, la Stormer anticipava la futura Range Rover Sport: piattaforma T5, telaio P38, ruote da 22”, freni Brembo e il debutto del sistema Terrain Response, poi diventato un pilastro della gamma.
Ne furono costruiti quattro esemplari. Tre, si dice, finirono direttamente nel garage della famiglia reale di Dubai.

E sì: la Stormer è apparsa anche in Gran Turismo nel 2004, come ogni concept che si rispetti.
Rivederla oggi è affascinante perché è la prova che Land Rover, prima di diventare la regina dei SUV premium, aveva immaginato un futuro molto più audace: due porte, design da supercar rialzata, tecnologia da astronave e un coraggio stilistico che oggi farebbe scalpore.
Rimediò alla grande con Range Rover Evoque...
Fonte: Autoevolution








