Ogni anno, puntuale come il canone RAI, arriva lo studio che ci spiega dove sta andando il mercato dell'auto. Questa volta a fare i conti è Red Travel, agenzia di comunicazione specializzata in automotive, che ha elaborato un'analisi dei trend globali dell'elettrificazione, dal pianeta Terra fino all'ombelico del mondo, cioè l'Italia.
Urbi et orbi
Partiamo dal quadro generale, giusto per contestualizzare l'enormità del divario. Nel 2025, nel mondo si sono venduti circa 88 milioni di veicoli. Di questi, 13,7 milioni erano elettrici.
La Cina da sola ne ha assorbiti 8 milioni, praticamente il 59% del totale mondiale. Mentre noi europei ci interroghiamo sul futuro della mobilità sostenibile, Pechino ha già cambiato il presente.

In Europa (EU + EFTA + UK) si sono vendute circa 13,3 milioni di auto, con 2,6 milioni di elettriche. La Germania guida con 545.000 BEV, l'Italia si ferma a 94.000. Il che, su 1,5 milioni di vetture totali vendute nel nostro Paese, rappresenta circa il 6%. Non proprio una rivoluzione. Più che una corsa verso il futuro, una passeggiata domenicale con soste frequenti.
C'è poi il caso Norvegia, citato nello studio con una punta di ammirazione: il 96% delle auto vendute è elettrico. Chapeau. Peccato che la Norvegia abbia incentivi strutturali, infrastrutture capillari, prezzi dell'energia favorevoli e una popolazione che probabilmente ha già fatto pace con il freddo da secoli. Confrontarla con l'Italia è un esercizio intellettualmente stimolante, ma praticamente inutile.

Italia, il Paese del mild hybrid
L'analisi di Red Travel dedica giustamente un capitolo a parte all'Italia, perché il nostro mercato è, eufemisticamente, ''peculiare''. Siamo il Paese dove il GPL e il metano rappresentano ancora circa il 9% delle vendite, e dove il mild hybrid supera il 30% del mercato, una quota senza paragoni nel resto d'Europa. Tradotto: siamo bravissimi ad adottare tecnologie che elettrificano un po', ma non troppo. L'elettrico a metà, come il caffè d'orzo: non è la cosa vera, ma almeno non fa male.
Per leggere questo mercato, Red Travel ha aggregato le motorizzazioni in due blocchi.
- Il primo, definito ''tradizionale'', include benzina, Diesel, GPL, metano e anche il mild hybrid: nel 2025, circa 1,135 milioni di unità, il 75% del mercato.
- Il secondo, ''alta elettrificazione'', raggruppa full hybrid, plug-in hybrid e BEV: circa 390.000 unità, il 25%.
2027: l'anno del (moderato) cambiamento
Ed ecco la notizia. Secondo le stime di Red Travel, entro il 2027 — su un mercato previsto di circa 1,6 milioni di veicoli — le motorizzazioni tradizionali perderanno circa 300.000 unità, mentre l'alta elettrificazione ne guadagnerà circa 400.000. In sostanza, circa 400.000 acquirenti italiani si troveranno a scegliere un'auto con un livello di elettrificazione significativamente più alto rispetto a oggi.
Chi guiderà questa transizione? Full hybrid e plug-in hybrid, in prima battuta. Le BEV pure cresceranno, ma ''con maggiore gradualità'', scrive lo studio, con il delicato understatement di chi non vuole fare previsioni troppo ottimistiche su un Paese dove una colonnina di ricarica funzionante è ancora un'emozione.
Detto questo, 400.000 persone che cambiano tipo di motorizzazione in due anni non sono poche. Significano nuove abitudini, nuovi brand in gioco, nuovi equilibri competitivi. Significano anche, probabilmente, molte domande ai concessionari del tipo ''ma quanto costa ricaricarla?'' e risposte variamente creative.
Il mercato italiano si muove lentamente, ma si muove. E nel 2027, forse, ne riparleremo.




