Guerra in Medio Oriente

Ora l'Iran mette nel mirino un marchio auto e hai già capito quale


Avatar di Lorenzo Centenari, il 02/04/26

1 ora fa - IRGC intende colpire le tech company USA di stanza nel Golfo. Tra cui Tesla

L'IRGC minaccia di colpire le tech company USA di stanza nel Golfo Persico, ritenute complici dei bombardamenti. E c'è anche Tesla

Nel mirino, e non in senso metaforico. Le Guardie della Rivoluzione Iraniane (IRGC) hanno compilato e diffuso l'elenco di una quindicina di colossi tecnologici americani ora considerati ''obiettivi legittimi''.

Tech companies tra le quali Apple, Google, Microsoft, Nvidia, Meta, Palantir e sì, anche Tesla

La motivazione ufficiale: queste aziende fornirebbero intelligenza artificiale, tecnologie di comunicazione e supporto alle operazioni militari statunitensi nella regione.

Un'accusa pesante, accompagnata da una minaccia ancora più pesante: per ogni leader militare iraniano eliminato, ''un'azienda americana verrà distrutta''. Segue l'invito a evacuare immediatamente i dipendenti dalle sedi mediorientali, e i civili nel raggio di un chilometro a fare altrettanto.

Anche Tesla nel mirino dei Pasdaran (Foto: Arab News Pakistan)Anche Tesla nel mirino dei Pasdaran (Foto: Arab News Pakistan)

Per la prima volta dall'inizio del conflitto, un marchio auto rischia quindi di subire danni non solo di tipo industriale e commerciale, ma anche fisico. Cioè di beccarsi un drone o un missile sul tetto di un centro logistico o un concessionario. 

E Tesla, nei Paesi arabi, ha punti vendita e stazioni Supercharger in diverse località: da Dubai, Abu DhabiSharjah negli Emirati, a location in Arabia Saudita e Qatar. Tutte a portata di tiro della balistica iraniana.

Il momento, per Elon Musk, non potrebbe essere più delicato: Tesla arranca nelle vendite globali, corteggia i petrodollari sauditi per rilanciarsi, e ora si ritrova citata in un comunicato di guerra.

Facility Tesla in Medio Oriente a rischio (Foto: X / Tesla)Facility Tesla in Medio Oriente a rischio (Foto: X / Tesla)

La transizione energetica, si sa, non è mai stata una passeggiata. Ma nessuno aveva messo in preventivo anche uno sciame di shahed col timbro degli ayatollah.

Se le minacce dovessero concretizzarsi, le conseguenze andrebbero ben oltre i bilanci aziendali: vite civili a rischio, un'ulteriore escalation del conflitto e una risposta americana che, a quel punto, sarebbe difficile da contenere. Per ora sono parole. Parole che però, in quella parte di mondo, hanno la sgradevole abitudine di diventare fatti.

Fonte: PressTV

VEDI ANCHE




Pubblicato da Lorenzo Centenari, 02/04/2026
Tags
Gallery
    Vedi anche