C’era una volta l’aerodinamica attiva: on/off, alto/basso carico e via andare. Oggi, invece, è una sinfonia continua, una danza millimetrica tra aria e metallo. E proprio quando pensavi che fosse già tutto inventato, ecco il colpo di teatro: McLaren mette le ali… sugli specchietti.
Sì, hai letto bene. Dai documenti scovati da CarBuzz e grazie ai quali, con l'aiuto dell'AI, abbiamo confezionato l'immagine di copertina, emerge un brevetto che punta a trasformare uno dei punti più “sporchi” dell’auto - gli specchi laterali - in un’arma aerodinamica. Perché lì, dove oggi regna la turbolenza, domani potrebbero lavorare piccole winglet regolabili, capaci di addomesticare i flussi e ridurre la resistenza.

Tante idee in cantiere, come in ogni buon laboratorio di Woking: aletta sopra lo specchio, verticale, oppure integrata nella carrozzeria. Fissa? Macché. Retrattile, attiva, intelligente. Si apre solo quando serve e si regola in base a modalità di guida, dati telemetrici e persino input del pilota.
E non è finita: le ali potrebbero essere diverse tra lato destro e sinistro, per cucire l’aria su misura.
Fantascienza? Non è mica detto. McLaren gioca già con l’aria come pochi: dalla Speedtail senza specchi (sostituiti da telecamere) alla W1 con “Active Longtail” da 1.000 kg di carico. Certo, i brevetti non sono promesse: spesso restano nel cassetto, più scudo legale che preludio produttivo.

Ma in un mondo dove gli specchi veri sono ancora obbligatori, trasformarli in alleati aerodinamici suona come una provocazione… terribilmente sensata. E, conoscendo McLaren, anche dannatamente efficace.
Fonte: CarBuzz



