I test virtuali di GM per mettere a punto la guida autonoma
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I test virtuali di GM per mettere a punto la guida autonoma


Avatar di Emanuele Colombo, il 09/05/26

1 ora fa - Guida autonoma GM: come i test virtuali leggono le emozioni dei piloti

General Motors usa simulatori avanzati e intelligenza artificiale per monitorare le reazioni umane di fronte alla guida autonoma

Immagina di sederti al volante di una Cadillac Lyriq, allacciare le cinture e vedere davanti a te un cielo azzurro e persino i prezzi di un distributore di benzina.

Sembra tutto vero, ma è un miraggio. Ti trovi in realtà nel laboratorio di ricerca di General Motors a Warren, nel Michigan, dentro un simulacro fisico dell'auto, circondato da sette proiettori che sparano immagini su uno schermo curvo.

Non è un videogioco, ma un centro di tortura tecnologica per capire come reagirai tu, essere umano, quando l’auto deciderà di guidare da sola.

Sensori come per una macchina della verità

Mentre guidi - anzi, mentre non guidi - sei letteralmente cablato: sensori su testa, mani e un pulsossimetro al dito. GM non guarda solo la strada virtuale, ma guarda te. Monitorano i movimenti degli occhi, il battito cardiaco e persino la sudorazione. L’obiettivo? Usare l’intelligenza artificiale per analizzare i tuoi livelli di stress.

In soldoni, è una macchina della verità. Se dopo il test dici ''tutto bene, ero rilassato'' ma i dati dicono che sudavi e il cuore batteva a mille, gli ingegneri sanno che il sistema di guida autonoma deve essere affinato. I dati non mentono, anche se tu lo fai.

Cadillaq Escalade IQCadillaq Escalade IQ

Simulazioni a ritmi industriali

Ogni giorno, GM macina simulazioni per analizzare decine di migliaia di giorni di guida umana. Gli ingegneri inseriscono costantemente degli imprevisti virtuali per mettere in crisi il sistema Super Cruise. L’idea è semplice: la realtà su strada è spesso più strana della finzione, quindi meglio farsi trovare pronti.

Candy Crush e la guida ''occhi spenti''

Il traguardo è il 2028, quando dovrebbe debuttare la guida ''hands-off, eyes-off'' (senza mani e senza guardare) sulla Cadillac Escalade IQ.

Il problema non è solo far guidare l’auto, ma come riportare te al comando quando serve. Nei test, ai soggetti viene chiesto di giocare a Candy Crush su un tablet mentre l'auto procede da sola.

GM studia quanto tempo ci mette il cervello umano a fare il ''click'' mentale per tornare vigile e riprendere il volante. Lo chiamano passaggio da eyes-off a eyes-on, ed è una delle sfide più delicate per la sicurezza.

Insomma, tra pupillometria (la misura della dilatazione delle pupille) ed Emotional AI, GM sta cercando di mappare ogni emozione umana. Perché la guida autonoma definitiva non si costruisce solo con le telecamere esterne, ma capendo cosa succede nella testa di chi sta seduto dentro.

Foto di copertina: immagine generata con A.I.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 09/05/2026
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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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