Perché azionare la freccia era troppo mainstream, e così General Motos ha deciso che il futuro della guida non passa dal volante, né dai comandi vocali. No, troppo banale. Il futuro è negli occhi. Letteralmente.
Si apprende, sfogliando The Drive, che un nuovo brevetto GM descrive un sistema che, grazie a una telecamera interna, monitora il tuo sguardo e cambia corsia quando tu… la guardi. Tipo: “Oh, guarda, una corsia libera!” e l’auto ci va. Da sola.
Fantascienza? Quasi. Perché il bello è che GM ha già un sistema, Super Cruise, che già sorpassa da solo quando trova traffico lento. Senza bisogno di occhi languidi o sguardi laterali.

Quindi: perché complicarsi la vita con un flusso dati degno della NASA, solo per fare zig-zag in autostrada? Forse per stupire il passeggero. O per far sentire il conducente un po’ Jedi. “Usa lo sguardo, Luke”.
Il problema è che, tra il pensiero e l’azione, ci sono algoritmi, telecamere, flussi video e un pizzico di paranoia. Inoltre: se guardo la corsia per controllare se c’è un tir, l’auto ci si butta comunque?

Insomma, l’idea è affascinante, ma per ora sembra più un gadget da salone, che non una vera rivoluzione. Un po’ come il frigorifero che ti dice se hai finito il latte, ma poi non lo compra.
Detto ciò, se serve a restituire un minimo di controllo al guidatore, ben venga. Ma per ora, più che una svolta epocale, sembra una svolta… con lo sguardo. E con un bel punto interrogativo sopra.



