Negli Stati Uniti va di moda un nuovo sport estremo: addormentarsi in Tesla e sperare che l’auto non decida di fare harakiri contro un guardrail.
L’ultimo episodio arriva da un’autostrada in California, dove una Model 3 viene ripresa mentre sia il guidatore, sia il passeggero, dormono come due pensionati dopo il pranzo della domenica.

Come sempre, non sapremo mai se a bordo ci fosse il Full Self-Driving “Supervised” o il più basic Autopilot, ma il punto è un altro: la gente continua a trattare questi sistemi come babysitter robotiche, non come assistenti che – sorpresa – richiedono ancora un umano sveglio.
E non è che la storia sia nuova: versioni più vecchie di FSD e Autopilot si facevano fregare da pesetti sul volante, come quei professori che firmavano le giustificazioni senza guardare.
Driver settles in for sleep
by u/ripetrichomes in TeslaFSD
Scatartabellando i social, la saga dei narcolettici Tesla è piena zeppa di episodi: qui sopra, ecco una Model X che procede tranquilla mentre la sua conducente, serenissima, schiaccia un pisolino degno di un gatto al sole. Il tutto immortalato e messo online, perché altrimenti non è successo davvero.
Nel frattempo, poco più in là, un Model Y con un conducente in modalità “siesta con cappellino” completa il trittico della settimana.
Tesla continua a migliorare i suoi sistemi, certo. Ma finché la strategia resta quella di usare i clienti come beta tester su strade vere, con traffico vero e conseguenze vere, questi video continueranno a spuntare come funghi.
E ogni volta ci ritroveremo a fare la stessa domanda: è l’auto che è sempre più intelligente, o è l'essere umano che lo è sempre meno?
Fonte: CarScoops




