Dieci anni di attesa sono tanti. Tantissimi. Eppure, quando si parla di Tesla Roadster, il cronometro sembra essersi fermato a quel lontano 2017 in cui Elon Musk la presentò come la supercar elettrica definitiva. Oggi, però, qualcosa si muove davvero… o almeno così pare.
A riaccendere le speranze (e le diffidenze) degli appassionati sono due nuovi depositi di marchio registrati negli Stati Uniti all’inizio di febbraio. Uno raffigura il profilo della Roadster ridotto all’osso: tre linee appena, ma sufficienti a suggerire una silhouette da vera supercar, con abitacolo avanzato e proporzioni aggressive.
Rispetto al prototipo visto anni fa, però, il posteriore appare più lineare. Segno che, nel frattempo, anche il linguaggio stilistico Tesla è cambiato.
Il secondo deposito riguarda invece il logo “Roadster”, scritto con un font dedicato. Un dettaglio? Forse. Ma nella liturgia Tesla, questi segnali spesso anticipano qualcosa di grosso.

Rivelazione imminente? Musk dice “aprile”… forse
I documenti, depositati il 3 febbraio presso l’US Patent and Trademark Office, alimentano le voci su una presentazione imminente, che cadrebbe non a caso in primavera.
Un’ipotesi già lanciata dallo stesso Musk qualche mese fa, durante una chiacchierata con Joe Rogan, quando parlò della Roadster come del “product unveil più memorabile di sempre”. Frase che, detta da lui, va sempre presa con una certa cautela.
Secondo le ultime indiscrezioni, l’evento potrebbe svolgersi il 1° aprile. Data curiosa, per non dire sospetta. Un pesce d’aprile globale? Oppure una perfetta via di fuga comunicativa nel caso servisse l’ennesimo rinvio?
Se (e quando) verrà svelata, la produzione partirebbe 12–18 mesi dopo, il che significa consegne non prima della fine del 2027. Sì, avete letto bene.
“L’ultima grande auto guidata dall’uomo”
Nel frattempo Musk ha rilanciato, definendo la Roadster come “la migliore delle ultime auto guidate dagli esseri umani”, mentre Tesla si prepara a puntare tutto sulla guida autonoma.
Durante la call sui risultati finanziari di fine 2025, il CEO ha dichiarato che l’unica eccezione alla futura gamma full-autonomous sarà proprio la Roadster, che “speriamo di presentare ad aprile. Speriamo. Sarà fuori da questo mondo”.
Parole che arrivano dopo l’ammissione, nel 2024, di uno sviluppo rallentato. Musk ringraziò ironicamente i “pazienti detentori dei depositi”, assicurando però che il design era vicino alla versione finale.
Il motivo dei ritardi? Le solite priorità aziendali: Robotaxi, modelli di massa, progetti con (a detta sua) un impatto maggiore “sul bene del mondo”. Difficile sostenere che una hypercar elettrica da collezione possa rivoluzionare la mobilità globale, ma Musk insiste: la Roadster è “la ciliegina sulla torta”.

Prezzo e versioni: quanto costa sognare?
Tesla accetta prenotazioni da anni. Il prezzo stimato per la versione base parte da circa 175.000 euro, con un deposito richiesto di 39.000 euro.
Poi c’è la Founders Series, limitata a 1.000 esemplari: per assicurarsi uno slot produttivo servirà un anticipo monstre da oltre 210.000 euro. Il prezzo finale? Ancora ignoto. Musk ha inoltre accennato a una versione “oltre la base”, ancora più estrema in termini di prestazioni.
Prestazioni da hypercar (sulla carta)
Se le promesse verranno mantenute, la Tesla Roadster non avrà mezze misure. Musk parla di nuovi record per autonomia e accelerazione, sfruttando l’evoluzione di batterie e powertrain già viste sulla Model S Plaid.
Per riferimento: la Plaid eroga 1.006 CV, scatta da 0 a 100 km/h in 1,9 secondi e supera i 520 km di autonomia dichiarata. Numeri già folli. Ma sulla Roadster Tesla vuole spingersi oltre.
Accelerazione 0–100 km/h sempre in 1,9 secondi, 0–160 km/h in circa 4,2 secondi e una velocità massima dichiarata di 400 km/h (250 mph). Valori che umiliano sportive termiche blasonate e che, se confermati, giustificano l’ambizione di Musk di “dare una sonora lezione alle auto a benzina”.
Sotto la carrozzeria, schema a tre motori elettrici (due dietro, uno davanti), con una coppia complessiva dichiarata di 10.000 Nm e un quarto di miglio coperto in 8,8 secondi: sarebbe la prima auto di serie a scendere sotto il muro dei 9 secondi.
Il sito Tesla arriva a definirla senza mezzi termini “l’auto più veloce del mondo”. Ma di nuovo, sono parole di Musk. Nel 2021 una scheda tecnica esposta al Petersen Museum accanto alla Roadster ''di pre-produzione'' indicava uno 0-100 km/h in 1,1 secondi.
Il dato dell'accelerazione viene smentito dalle ultime dichiarazioni, che riportano il valore a quello della Plaid, e il fatto che l'auto esposta fosse di pre-produzione - denominazione che implica la prossimità dell'entrata in produzione - è stato smentita dalla storia.

Autonomia: 1.000 km. Davvero?
Altro numero che fa discutere: 620 miglia di autonomia, pari a circa 1.000 km. Il tutto grazie a una batteria da 200 kWh, quasi il doppio di quelle oggi montate sulle elettriche più grandi.
Come Tesla intenda infilare un pacco batterie così voluminoso (e pesante) in una supercar compatta resta poco chiaro. L’azienda parla di un passaggio a celle più dense costruite con una struttura inedita che viene definita “shingle-lattice” e anodi in silicio al posto della grafite: più energia a parità di dimensioni e costi inferiori, insomma. Sulla carta. Come sempre.
Praticità secondo Musk (più o meno)
Nonostante le prestazioni estreme, Tesla insiste sul fatto che la Roadster sarà usabile tutti i giorni. Layout 2+2, con sedili posteriori adatti a persone non esattamente “giganti”, e ''un sacco di spazio'' per il carico sia davanti sia dietro.
Il tetto? Da vera Roadster: pannello in vetro removibile manualmente, da riporre nel bagagliaio. Niente hard-top elettrico. Degli interni, invece, ancora nessuna immagine ufficiale. Del resto, non abbiamo ancora visto neanche l’auto definitiva. Né dentro, né fuori.
Conclusione (provvisoria)
La Tesla Roadster resta un oggetto sospeso tra mito, marketing e ingegneria visionaria. Aprile sarà davvero il mese buono o assisteremo all’ennesimo rinvio con sorriso beffardo incluso? Con Musk, l’unica certezza è che non ci si annoia mai. Anche quando si aspetta da dieci anni.





