Ed ecco il primo Tesla Cybercab uscire ufficialmente dalle linee di montaggio della Giga Texas. Foto celebrativa, Musk che posta su X, i fan che gridano al futuro.
Tutto molto Tesla. Ma, come spesso accade con Tesla, la notizia vera non è questa. Le notizie vere sono due, una buona e l'altra meno. Cominciamo dalla cattiva notizia.
Robotaxi fermo ai box
Sì, il Cybercab esiste. È reale. È lì, lucido, pronto. Peccato che non possa ancora circolare. E non per un dettaglio tecnico, ma per un dettaglio normativo.
First Cybercab off the production line at Giga Texas pic.twitter.com/kY8vCqtrCA
— Tesla (@Tesla) February 17, 2026
Non avendo né volante, né pedali, né possibilità di intervento umano, il Cybercab non rientra in nessuna categoria attualmente omologabile.
È un veicolo che richiede certificazioni di guida autonoma di Livello 4 o 5, cioè la capacità di cavarsela completamente da solo. Capacità che Tesla sostiene di avere “quasi”, ma che nessuna autorità al mondo ha ancora approvato.

Il Cybercab, per ora, può muoversi solo in contesti sperimentali e controllati, in Texas, e sempre sotto supervisione indiretta.
Non può essere venduto, non può essere immatricolato, non può essere chiamato da un cliente. È un robotaxi che non può fare il taxi.
Chiaro, no? Senza volante né pedali, non esiste un “piano B”. Se l’AI sbaglia (e sbaglia), non c’è nessuno che possa correggerla. È questo che blocca tutto: non la tecnologia, ma la responsabilità.

Con un'immagine ancor più comprensibile: è come inaugurare un aeroporto intercontinentale, quando gli aerei non hanno ancora il permesso di decollare.
Ora, la buona notizia.
Assemblaggio? No, ''disimballaggio''
Il Cybercab è il primo veicolo al mondo costruito con il nuovo processo “Unboxed”, la rivoluzione industriale che Musk promette da anni.
Auto divise in macro-moduli, assemblate in parallelo, unite da megacasting e incollaggi strutturali che tagliano tempi e costi. Una sorta di catena di montaggio 2.0, pensata per produrre un’auto ogni dieci secondi.
Cybercab is purpose built for autonomy
— Tesla (@Tesla) November 6, 2025
Production starting in April pic.twitter.com/0ciETWRmac
E qui sta il paradosso: la fabbrica è più pronta del prodotto. L’industria è più avanti della normativa. Il futuro della produzione è già operativo, mentre il futuro della mobilità autonoma è ancora in attesa del timbro.
È come se Tesla avesse inventato la stampa a caratteri mobili, per poi usarla per stampare un volantino che non si può distribuire.

Ford sta già lavorando a un sistema simile. Altri seguiranno. Perché l’Unboxed è la parte davvero interessante: un modo nuovo di costruire auto, potenzialmente più rivoluzionario dell’auto stessa.
Il Cybercab potrebbe anche non diventare mai un mezzo per la massa. Ma la sua catena di montaggio, forse sì.




