Tesla cambia pelle. E lo fa nel modo più “muskiano” possibile: non con un nuovo modello, ma con un cambio di paradigma. Durante la conference call sui risultati finanziari del quarto trimestre 2025, Elon Musk ha annunciato a sorpresa la fine della produzione di due pilastri storici della gamma: Model S e Model X.
Il conto alla rovescia è già partito. A partire dal secondo trimestre del 2026, le due elettriche di fascia alta usciranno di scena. Tradotto: con l’arrivo dell’estate, la gamma Tesla si ridurrà a tre soli veicoli – Model 3, Model Y e Cybertruck.
Addio alle ammiraglie, nessun erede in vista
La notizia ha colto molti di sorpresa, soprattutto per un dettaglio: non sono previste sostitute dirette. O meglio, non nel senso tradizionale del termine. Nessuna nuova berlina o SUV elettrico è pronto a raccogliere il testimone di Model S e Model X.
Il motivo è ancora più sorprendente: lo stabilimento californiano di Fremont, oggi dedicato alla produzione delle due ammiraglie, verrà riconvertito per la fabbricazione dei robot umanoidi Optimus.
Un passaggio simbolico e concreto allo stesso tempo, che racconta meglio di qualsiasi slogan la direzione in cui Musk vuole spingere Tesla per conquistare il tanto discusso bonus da 139 miliardi di dollari.
Musk: “È il momento di guardare al futuro”
L’annuncio è arrivato all’inizio della call con gli investitori, con un Musk insolitamente misurato nei toni. Poche parole, niente enfasi, ma un messaggio chiaro: l’era di Model S e Model X è arrivata al capolinea.
In sostanza, secondo il CEO di Tesla, il futuro dell’azienda è sempre meno legato all’auto tradizionale e sempre più all’autonomia e alla robotica. Da qui l’invito, neanche troppo velato, agli ultimi interessati: chi vuole una Model S o una Model X, farebbe bene a ordinarla ora.
Una lunga carriera senza stravolgimenti
Difficile parlare di “fallimento” o di modelli sacrificati troppo presto. Anzi. Model S e Model X hanno avuto carriere lunghissime nel panorama automotive.
La Model S, seconda auto Tesla dopo la Roadster, fu presentata in forma di prototipo nel 2009 e arrivò sul mercato nel 2013. La Model X, con le iconiche porte ad ala di falco, debuttò nel 2015. Nel corso degli anni, entrambe hanno ricevuto aggiornamenti tecnologici e miglioramenti prestazionali, ma senza rivoluzioni stilistiche radicali.
Una scelta che le ha rese riconoscibili e iconiche, ma forse anche meno allineate alla nuova strategia del marchio (e a un mercato che premia modelli più accessibili).
Da auto a robot: la nuova fabbrica Tesla
Il vero colpo di scena è industriale. Tesla trasformerà le linee produttive dedicate a Model S e Model X in una fabbrica di robot Optimus, con un obiettivo ambiziosissimo: arrivare, nel lungo periodo, a una produzione di un milione di unità l’anno.
Tempi? Musk non si sbilancia. Si limita a dire che la riconversione richiederà più tempo rispetto alla produzione di un nuovo modello di auto, perché la catena di approvvigionamento per i robot è completamente diversa. Un anno, due, dieci? Nessuno lo sa.
Tesla oltre l’auto
La decisione segna un passaggio storico per Tesla. Per la prima volta, l’azienda sembra dichiarare apertamente che il cuore del suo futuro non sarà solo l’automobile, ma qualcosa di più ampio: intelligenza artificiale, robotica, automazione.
Model S e Model X escono di scena dopo oltre un decennio da protagoniste. Al loro posto non arriva una nuova auto, ma una visione. E, come spesso accade con Musk, il confine tra fantascienza e industria reale diventa sempre più sottile.






