Lewis Hamilton ha sempre manifestato un grande amore per la Ferrari F40. Quando è andato alla ricerca di un esemplare da aggiungere alla sua collezione si è imbattuto in una F40 davvero particolare. Ne ha infatti trovata una ferma dal 1991 con appena 69 km all'attivo. Il suo proprietario la ritirò in quell'anno e dopo un giretto la parcheggiò. Da allora non si è mai accesa nemmeno una volta durante i suoi 35 anni di letargo.
Quando entrò a far parte della Scuderia Ferrari, le prime foto di Hamilton sono state scattate proprio con una F40 sullo sfondo, supercar che ha sempre amato fin da bambino. Tuttavia, il campione di Formula 1 non era interessato ad acquistare semplicemente un esemplare ben tenuto. Hamilton desiderava una storia insolita dietro all'auto.
La Ferrari F40 scovata dal pilota inglese sembrava l'esemplare giusto. Tuttavia, aveva anche un serio problema di conservazione. Insomma, i tanti anni di fermo si sono fatti sentire e la supercar di Maranello aveva bisogno di un profondo restauro. Curiosamente, Lewis si è persino chiesto se non fosse meglio lasciarla così. Alla fine, Hamilton ha deciso che per preservare al meglio l'auto era necessario riportarla al suo stato originale.
Il lungo restauro
La F40 è stata quindi portata a Maranello, dove specialisti del restauro hanno lavorato per mesi. Che questa Ferrari F40 fosse destinata a Hamilton lo ha fatto capire un particolare emerso durante il lavoro di restauro. Infatti, il motore ha come numero di serie il 44, lo stesso numero che il campione inglese utilizza sulla sua monoposto.
Lewis Hamilton ha condiviso un video in cui sono riassunte tutte le fasi di questo lavoro, dall'arrivo della F40 a Maranello, fino al lavoro concluso. Poi è arrivato il test più importante: Hamilton ha acceso il V8 biturbo e si è messo al volante della sua amata vettura.
La targa britannica, che riporta anch'essa il numero 44, aggiunge un ulteriore elemento visibile al legame di Hamilton con il mondo delle corse. Il pilota inglese sa però che non potrà guidarla a lungo, sebbene una volta al volante venga voglia di divertirsi. Dal punto di vista del collezionismo, il fatto che abbia all'attivo pochi chilometri è un elemento fondamentale.
Prima del Gran Premio d'Italia, il pilota britannico ha portato la F40 restaurata sul circuito di Monza, posando accanto a essa sulla curva sopraelevata che tutti gli appassionati di Formula 1 conoscono e amano.
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